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Cgil: il ricalcolo contributivo taglia la pensione del 10,6%

Simulazione su tre redditi: assegno ridotto per l’intera durata, perdite cumulative fino a 105mila euro

Cgil: il ricalcolo contributivo taglia la pensione del 10,6%

La Cgil boccia l’ipotesi avanzata dalla Lega di utilizzare il Tfr per consentire l’uscita anticipata dal lavoro a 64 anni, prevedendo il ricalcolo contributivo dell’assegno per i lavoratori appartenenti al sistema misto. Secondo l’analisi del sindacato, la proposta non renderebbe più flessibile il sistema previdenziale, ma trasferirebbe sui lavoratori il costo dell’anticipo.

Il meccanismo, sostiene la Cgil, potrebbe infatti richiedere in alcuni casi l’utilizzo del proprio Tfr per raggiungere la soglia necessaria all’accesso. A fronte della possibilità di lasciare il lavoro prima, il lavoratore si troverebbe quindi a finanziare direttamente una parte dell’operazione e a subire un ricalcolo destinato a incidere sull’importo della prestazione.

La simulazione sugli assegni

I numeri elaborati dal sindacato mettono a confronto il trattamento calcolato con il sistema misto e quello ottenuto applicando il metodo contributivo. Con 40 anni di contribuzione e una retribuzione annua di 35mila euro, la pensione mensile con il sistema misto sarebbe pari a 1.726,15 euro. Con il ricalcolo contributivo scenderebbe a 1.543,38 euro: la differenza sarebbe di 182,77 euro al mese, con una riduzione del 10,6%.

La perdita mensile aumenterebbe al crescere della retribuzione. Per uno stipendio annuo di 50mila euro, secondo la simulazione, il calo sarebbe di circa 261 euro al mese; con una retribuzione di 70mila euro supererebbe invece i 365 euro mensili. I dati vengono utilizzati dalla Cgil per sostenere che l’anticipo non sarebbe privo di conseguenze sull’importo della pensione.

Le conseguenze nel tempo

Il taglio, sottolinea l’analisi, non si limiterebbe al periodo iniziale del pensionamento, ma si applicherebbe per l’intera durata dell’erogazione. Considerando la speranza di vita media residua a 64 anni, la perdita cumulata stimata sarebbe di circa 52.500 euro per chi ha una retribuzione annua di 35mila euro.

Per una retribuzione di 50mila euro la riduzione complessiva arriverebbe a circa 75mila euro, mentre per 70mila euro salirebbe a 105mila euro. La Cgil evidenzia inoltre che, in ragione della maggiore speranza di vita media, per le donne la perdita cumulata potrebbe risultare più elevata. La valutazione del sindacato è dunque che il ricalcolo contributivo renderebbe strutturale la riduzione dell’assegno, invece di limitare l’effetto economico al solo anticipo dell’uscita.