La controversia sugli stipendi della dirigenza di AMT, l’azienda del trasporto pubblico genovese, si allarga al Consiglio comunale e al fronte sindacale. Il vicesindaco Alessandro Terrile ha illustrato le cifre pubblicate dalla società, precisando che non ci sarebbe stato un aumento generalizzato delle retribuzioni, ma confermando due incrementi individuali.
Il primo riguarda Paolo Ravera, che ha svolto per una parte del 2025 e del 2026 l’incarico di direttore generale ad interim. Per questa funzione gli è stato riconosciuto un incremento di 24.000 euro annui. Il secondo interessa il dirigente Castello, assunto a tempo determinato: una clausola contenuta nella lettera del 18 settembre 2023 prevedeva per il 2025 un aumento di 3.416,71 euro lordi annui. Secondo Terrile, l’adeguamento è scattato automaticamente in base all’accordo già sottoscritto, senza una nuova delibera.
Premi sospesi e benefit nelle tabelle
La ricostruzione del vicesindaco riguarda anche la componente variabile delle retribuzioni. Dopo l’apertura dello stato di crisi aziendale, comunicato dal collegio sindacale il 23 giugno 2025, AMT non ha erogato ai dirigenti i premi di risultato relativi al 2025 e al 2026. Fino al 2024, tali premi valevano mediamente tra il 15% e il 23% della retribuzione annua lorda. La sospensione avrebbe consentito un risparmio di oltre 188.000 euro per ciascuna annualità.
Terrile sostiene quindi che, considerando i premi non corrisposti, la retribuzione complessiva dei dirigenti sia diminuita rispetto al 2024, con l’eccezione dei due incrementi individuali. Il vicesindaco ha inoltre ricordato che un accordo del 13 giugno 2022 collegava un possibile adeguamento economico al rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri. Dopo il rinnovo del 18 dicembre 2024, azienda e dirigenti avrebbero però scelto di non applicarlo alla luce della crisi.
Un altro punto riguarda i valori indicati nella sezione Amministrazione trasparente del sito AMT. Le cifre, ha spiegato Terrile, non comprendono soltanto gli stipendi, ma anche il controvalore dei fringe benefit, tra cui auto aziendali e polizze assicurative. Nel biennio 2025-2026 non sarebbero state effettuate nuove assegnazioni o nuovi acquisti. Le auto a uso promiscuo deriverebbero da una decisione del Consiglio di amministrazione del 17 ottobre 2023, mentre le variazioni più recenti riguarderebbero soprattutto il valore delle assicurazioni e i relativi effetti fiscali e previdenziali.
Le reazioni politiche e sindacali
La sindaca Silvia Salis aveva chiesto l’8 ottobre ad AMT di ritirare qualsiasi decisione comportante nuovi aumenti per la dirigenza, compresi quelli legati ai fringe benefit, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva nazionale. Terrile ha interpretato l’intervento come un richiamo a non introdurre ulteriori incrementi, distinguendolo dagli effetti economici degli accordi già firmati. Il Comune ha inoltre domandato alla società un resoconto dettagliato sul sistema della retribuzione variabile e sui benefit.
Le spiegazioni fornite in aula non hanno convinto i consiglieri di opposizione Pietro Piciocchi, Lorenzo Pellerano, Alessio Bevilacqua e Nicholas Gandolfo. Il centrodestra sostiene che la vicenda non sia chiusa e chiede alla sindaca di chiarire se gli aumenti siano stati concessi, se siano ancora previsti o se verranno revocati. Le contestazioni riguardano anche la capacità del Comune di controllare l’azienda mentre proseguono i tagli al servizio, le difficoltà finanziarie e il confronto con i sindacati.
Le organizzazioni di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal denunciano invece una disparità di trattamento tra dirigenti e dipendenti. Nel documento intitolato AMT a due velocità, le rappresentanze segnalano carichi di lavoro crescenti per gli autisti, problemi nelle officine, carenza di attrezzature e ricambi, difficoltà per il personale amministrativo e questioni economiche ancora aperte. I sindacati chiedono che gli aumenti legati alle maggiori responsabilità siano riconosciuti anche ai lavoratori con mansioni aggiuntive e che vengano aggiornati gli inquadramenti bloccati.
Il confronto si inserisce nel più ampio scontro sul piano di risanamento di AMT. Il Partito Democratico di Genova ha difeso il lavoro del Comune e del Consiglio di amministrazione, richiamando le perdite registrate tra il 2024 e il 2025 e attribuendo responsabilità politiche alla precedente gestione. Terrile ha confermato la fiducia nel Cda e l’impegno per la composizione negoziata della crisi. Restano aperti sia il tema dell’interpretazione dei costi della dirigenza sia quello della compatibilità dei trattamenti economici con i sacrifici richiesti per il rilancio dell’azienda.