Internazionale

Amianto, dall’Ue una guida per la sicurezza sul lavoro

Il documento di 340 pagine aggiorna gli indirizzi comunitari e illustra procedure, controlli e tutele per gli addetti.

L’Ispettorato nazionale del lavoro ha pubblicato il 4 agosto le linee guida dell’Unione europea per la gestione dei rischi legati all’esposizione all’amianto. Il documento è stato elaborato per agevolare le imprese nell’adempimento degli obblighi in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.

La guida è stata predisposta dall’unità C2 Salute e sicurezza sul lavoro della Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione della Commissione europea, in collaborazione con RPA Europe Prague e con i rappresentanti tripartiti del Gruppo di lavoro sui prodotti chimici del Comitato consultivo per la salute e la sicurezza sul lavoro. Alla preparazione hanno contribuito anche diverse parti interessate, attraverso dieci workshop online con oltre 800 partecipanti, 20 discussioni pilota sulla bozza e nove visite in loco.

Una guida articolata in 17 sezioni

Il documento, ufficialmente disponibile soltanto in lingua inglese, conta circa 340 pagine e comprende anche immagini relative alla gestione di casi pratici. La struttura affronta l’intero ciclo della prevenzione: dal quadro normativo alla valutazione del rischio, dall’identificazione dei materiali contenenti amianto al monitoraggio dell’aria, fino alle misure di controllo, alla formazione, alla sorveglianza sanitaria e alla gestione di incidenti e rifiuti.

Le prime sezioni sono dedicate agli aspetti generali della gestione della sicurezza, alla consultazione e all’informazione dei lavoratori, ai piani di lavoro, alle notifiche e alla tenuta dei registri. Una parte specifica riguarda inoltre l’esposizione passiva e secondaria, con indicazioni sulle misure di controllo, sulla formazione, sulla sorveglianza sanitaria e sulla gestione degli eventuali incidenti.

La guida prende in esame anche diversi contesti operativi: edifici, navi, treni, aeromobili, veicoli e macchinari, attività estrattive e cave, ingegneria civile e servizi di emergenza. Sono considerati sia l’amianto presente nei materiali utilizzati nelle costruzioni e negli impianti, sia quello di origine naturale in rocce e suoli.

Indicazioni e limiti di utilizzo

In linea con il Pilastro europeo dei diritti sociali e con il Piano europeo di lotta contro il cancro, il testo punta ad aggiornare le precedenti linee guida dell’Ue, tenendo conto della revisione del 2023 della Direttiva Amianto sul Lavoro. Gli obiettivi indicati sono aumentare la consapevolezza dei rischi, diffondere buone pratiche e ridurre le differenze informative tra gli Stati membri. Il documento è rivolto a organizzazioni pubbliche e private di qualsiasi dimensione.

La guida considera i sei silicati fibrosi regolamentati dalla direttiva — crisotilo, actinolite, amosite, antofillite, crocidolite e tremolite — e richiama anche altre fibre potenzialmente pericolose, come erionite e riebeckite. Le concentrazioni sono espresse in fibre per centimetro cubo, con tabelle di conversione in fibre per metro cubo e fibre per litro. Le esposizioni vengono distinte in attive, passive e secondarie.

Il documento ha carattere modulare: una tabella associa i contenuti ai diversi ruoli professionali, tra cui laboratori, specialisti, personale non specializzato, servizi di emergenza, addetti alla gestione dei rifiuti, personale sanitario e manager. Le linee guida non sono giuridicamente vincolanti e devono essere utilizzate insieme alla normativa nazionale. Gli Stati membri possono infatti introdurre requisiti più severi rispetto ai livelli minimi stabiliti dal diritto dell’Unione.

Il testo precisa infine che non costituisce consulenza legale o professionale né un elenco esaustivo degli obblighi applicabili. L’indice completo in italiano e il collegamento al documento integrale sono riportati nella pubblicazione dell’Ispettorato nazionale del lavoro.