La Galleria Alberoni propone domenica 8 novembre un doppio appuntamento dedicato al patrimonio artistico e librario del Collegio. Alle 16 è in programma il percorso ordinario attraverso le opere conservate nella struttura, mentre alle 17 prenderà il via l’iniziativa speciale Il mondo tra le mani, con partenza dalla Galleria Alberoni.
L’incontro, curato da Claudia Marchionni, condurrà i partecipanti nella Biblioteca monumentale del Collegio per presentare alcuni tra i più importanti atlanti, mappe e testi geografici custoditi nel fondo alberoniano. Il percorso si concentrerà sulle opere cartografiche realizzate tra il XV e il XVII secolo, periodo segnato dalla diffusione della stampa e dai grandi viaggi di esplorazione.
Le opere del fondo Torretta Mars
Tra i volumi esposti figura lo Speculum nauticum di Lucas Waghenaer, pubblicato nel 1586 e considerato il primo manuale di viaggio corredato da carte marittime. L’edizione comprende un frontespizio inciso e 45 mappe a doppia pagina, utilizzate come riferimento per la rappresentazione delle coste nei decenni successivi.
Sarà inoltre presentata l’opera Italia di Giovanni Antonio Magini, cartografo, astronomo e matematico padovano. Stampato a Bologna nel 1620 dal figlio Fabio, il volume è pubblicato postumo e comprende 61 carte geografiche a doppia pagina, configurandosi come il primo atlante italiano. Il fondo Torretta Mars conserva anche le tavole attribuite principalmente a Nicolas Sanson e Philipp Clüver, raccolte nei due volumi delle Tabulae geographicae, stampati a Padova nel 1699.
Atlanti e descrizioni del mondo
Il percorso includerà altri testi di particolare rilievo presenti nei fondi librari del Collegio. Tra questi c’è un incunabolo delle Etimologie di Isidoro di Siviglia, stampato a Venezia nel 1493, con una rappresentazione simbolica del mondo conosciuto secondo il modello T in O, in cui le terre sono circondate dall’oceano.
Sarà possibile vedere anche l’Isolario di Benedetto Bordone, pubblicato a Venezia intorno al 1565, esempio di manuale descrittivo per marinai precedente alla diffusione delle mappe moderne. Chiuderà la selezione il Theatrum Orbis Terrarum di Willem Blaeu, pubblicato ad Amsterdam dal 1635 con la collaborazione del figlio Joan. L’opera, composta da sei volumi e stampata in più lingue, riflette la stagione di sviluppo della cartografia olandese.
L’iniziativa è promossa dall’Opera Pia Alberoni e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore nell’ambito della mostra Mappe. Geografie segrete, curata da Carlo Francou. L’appuntamento offre l’occasione di approfondire il ruolo assunto da mappe e atlanti tra conoscenza, divulgazione e rappresentazione del potere, oltre a osservare direttamente alcuni volumi del patrimonio storico della Biblioteca Alberoni.