Modena (MO)

A Modena tornano a suonare le campane di San Cataldo

Dopo circa due decenni, otto volontari hanno eseguito manualmente i rintocchi durante la celebrazione per i defunti

Dopo circa vent’anni di silenzio, ieri mattina le campane del campanile di San Cataldo, a Modena, sono tornate a risuonare a pieno ritmo. I rintocchi sono stati eseguiti rigorosamente a mano dall’Unione Campanari Modenesi, che ha riportato in uno dei luoghi simbolo della città una pratica legata alla tradizione locale.

Il ritorno del concerto campanario è coinciso con la Messa di commemorazione dei defunti, celebrata dall’arcivescovo Erio Castellucci al cimitero monumentale. Alla cerimonia erano presenti anche le autorità civili e rappresentanti dell’Accademia Militare. L’associazione ha colto l’occasione per trasformare la ricorrenza in un momento di riscoperta della storia campanaria modenese.

Il recupero della tradizione

Il campanile di San Cataldo era rimasto inattivo per diverse ragioni, in un contesto di progressivo abbandono che negli ultimi decenni ha interessato diversi campanili del centro storico. Tra le cause indicate ci sono la carenza di nuove leve e la difficoltà nel garantire il ricambio generazionale. Secondo Davide Zanasi, presidente dell’associazione nata nel 1969, fino a pochi anni fa nel centro di Modena la tradizione era quasi scomparsa e il suono manuale era stato sostituito dagli impianti elettronici.

Il lavoro dell’Unione Campanari Modenesi ha permesso di riportare i rintocchi anche in altri edifici storici, dopo San Francesco e San Domenico. A San Cataldo sono salite sul campanile otto persone, impegnate a suonare cinque campane. Quella maggiore, particolarmente impegnativa, richiede lo sforzo coordinato di tre campanari.

La tecnica utilizzata è il doppio alla bolognese, introdotto a Modena nella seconda metà del Settecento. Il metodo prevede la rotazione completa a 360 gradi delle campane a ogni rintocco, producendo un effetto percepibile sia all’ascolto sia alla vista. L’iniziativa è stata accompagnata anche da una fotografia di gruppo scattata sotto il campanile, riprodotta nella stessa posizione di un’immagine d’archivio del 30 giugno 1979. Sono cambiati i volti dei campanari, ma sono rimaste le stesse campane e la volontà di mantenere viva la pratica.