L’ex monastero di Vicopelago, complesso risalente al 1332 e a lungo lasciato in stato di abbandono, si prepara a una nuova fase. Dal 30 agosto al 6 settembre ospiterà una Summer School organizzata nell’ambito delle iniziative estive dell’Università di Bologna, con la partecipazione di 21 studenti e ricercatori.
Il progetto è stato presentato nel chiostro dell’antico monastero alla presenza dell’assessore del Comune di Lucca Moreno Bruni, dell’arcivescovo Paolo Giulietti, di Luigi Bartolomei del Centro Studi Cherubino Ghirardacci, di Emanuele Pellegrini della Scuola IMT Alti Studi Lucca, di Ernesto Antonini del Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, di Marco Bechini della Cooperativa Agricola Sociale Calafata e di Aldo Casali per Fondazione Esedra.
Una settimana di studio e progettazione
Per una settimana i partecipanti lavoreranno sul complesso con l’obiettivo di elaborare un progetto culturale capace di favorirne il riuso integrale, nel rispetto della storia dell’edificio e del ruolo sociale svolto nel tempo per la frazione. Alla Summer School prenderanno parte anche studenti stranieri provenienti da Germania, Olanda, Francia, Stati Uniti e Sud America. Le richieste di partecipazione hanno superato le previsioni iniziali, portando il numero degli ammessi da 12 a 21.
L’iniziativa prevede anche momenti aperti alla cittadinanza. Il 4 settembre alle 16 è in programma Porte aperte al Monastero, con percorsi di esplorazione del parco e degli spazi dell’ex complesso delle monache agostiniane insieme ai partecipanti ai lavori.
Un atlante per il recupero dei complessi religiosi
Vicopelago sarà inoltre il punto di partenza per una riflessione sulla progressiva dismissione degli edifici appartenuti alle comunità religiose, fenomeno che interessa diverse aree del Paese. Il rischio, secondo i promotori, è la perdita non solo del patrimonio materiale, ma anche della memoria e delle tradizioni custodite per secoli da questi luoghi. La Summer School punta così alla realizzazione di un primo Atlante di buone pratiche, con strumenti e metodi per accompagnarne la valorizzazione culturale e sociale.
Due gli appuntamenti dedicati al tema. Il 2 settembre alle 9, all’oratorio di San Giuseppe in piazza Antelminelli, saranno presentati casi di studio sul recupero di beni sottoutilizzati o dismessi appartenuti a comunità di vita consacrata, dal Trentino alla Calabria. Il giorno successivo il confronto si sposterà a Capannori, con un approfondimento sulle produzioni agroalimentari che questi complessi hanno contribuito nel tempo a custodire e tutelare.
Il Comune di Lucca ha acquisito il monastero due anni fa e nel 2024 ha assunto l’impegno di lavorare al suo riuso culturale e sociale. Il piano terra, l’interrato e l’ampio parco produttivo sono stati assegnati alla Cooperativa Agricola Sociale Calafata attraverso una concessione gratuita pluriennale. L’accordo consentirà la ripresa delle attività manifatturiere, con un progetto di recupero finanziato in parte da Caritas Italiana.
La rinascita del complesso si basa sulla collaborazione tra istituzioni, università, realtà sociali e soggetti ecclesiastici. L’obiettivo condiviso è restituire l’ex monastero alla comunità, evitando una semplice musealizzazione e favorendo invece una nuova funzione per gli spazi e per il parco, nel rispetto della loro storia.