La Swann Art Gallery presenta Physis, mostra personale di Fernando Montà in programma dal 27 agosto al 16 settembre 2026. L’inaugurazione è prevista giovedì 27 agosto alle ore 18. Il progetto espositivo nasce attorno a uno dei temi centrali della ricerca dell’artista: il rapporto tra uomo e natura, osservato attraverso la tensione tra precisione e indeterminatezza.
Un’opera immersiva
Fulcro della mostra è Physis, una composizione monumentale formata da dodici tavole in pittura acrilica, per oltre quattro metri di larghezza e tre di altezza. La scala dell’opera non risponde soltanto a una scelta formale, ma modifica il rapporto tra il pubblico e la superficie dipinta, invitando chi osserva a entrare idealmente nello spazio della rappresentazione e a misurarsi con essa attraverso una percezione fisica.
Il dipinto raffigura un bosco visto dal sottobosco, dal punto di vista di chi si trova immerso nella vegetazione e cerca, tra rami e foglie, la luce e il cielo. In questa prospettiva viene meno la tradizionale distanza tra osservatore e oggetto osservato: lo sguardo appartiene a un essere che percepisce dall’interno della realtà naturale di cui fa parte. La pittura di Montà privilegia così il sentire rispetto alla conoscenza intesa come tentativo di definire e possedere completamente il reale.
Precisione e indefinito
La ricerca dell’artista si sviluppa attraverso un apparente paradosso. Un segno preciso e meticoloso costruisce infatti un’immagine volutamente sfuggente, nella quale la luce filtrata dagli alberi rende incerti i contorni e la visione. La precisione diventa quindi lo strumento con cui Montà rappresenta il vago, lasciando aperta l’immagine a una dimensione percettiva e immaginativa.
In questo passaggio, Physis si confronta con la poetica leopardiana dell’indefinito. Ciò che non può essere delimitato interamente non viene presentato come un limite della rappresentazione, ma come la condizione della sua apertura estetica. La rigorosa struttura ellittica dell’opera entra in relazione con il fluire non definito della percezione, producendo un’esperienza in cui la visione resta parziale e continuamente da ricostruire.
La mostra propone infine una riflessione sull’appartenenza dell’essere umano alla natura. Il segno di Montà non mira soltanto a raffigurare un ambiente naturale, ma a ricostruire la relazione percettiva che lega chi guarda al mondo rappresentato. In questo spazio la distinzione tra uomo e natura si fa meno netta e l’impossibilità di conoscere interamente il reale si trasforma nella possibilità di sentirlo e abitarlo.
Physis invita dunque a sospendere, almeno temporaneamente, la necessità di comprendere ogni elemento osservato. La percezione, con la sua inevitabile incompletezza, diventa il percorso attraverso cui avvicinarsi a ciò che resta oltre lo sguardo. Il testo di presentazione della mostra è firmato da Riccardo Dellaferrera ed è datato agosto 2026.