Internazionale

Wildlife Photographer of the Year, le prime immagini finaliste

La 62ª edizione ha raccolto 65.403 scatti da 121 Paesi; mostra al museo britannico dal 16 ottobre 2026

Un orso polare affacciato a un foro nel ghiaccio, un camaleonte che resiste a una tempesta di sabbia e un’orca che sostiene il corpo senza vita del proprio cucciolo. Sono alcune delle immagini presentate in anteprima dal Wildlife Photographer of the Year, il concorso dedicato alla fotografia naturalistica ideato e prodotto dal Natural History Museum di Londra.

La manifestazione, giunta alla 62esima edizione, racconta da oltre sessant’anni il mondo naturale attraverso fotografie e reportage. Quest’anno ha raggiunto il record di 65.403 partecipazioni, arrivate da autori di 121 Paesi e territori. Una giuria internazionale ha valutato gli scatti considerando creatività, originalità, qualità tecnica e capacità di costruire storie attraverso le immagini.

Le scene dalla natura selvaggia

La selezione finale comprende 100 fotografie, differenti per ambientazione, tono e composizione. Tra quelle diffuse in anteprima c’è l’immagine realizzata da un autore non indicato nel testo, che mostra un orso polare mentre osserva un foro nel ghiaccio, il punto dal quale le foche tornano in superficie per respirare. Nel deserto del Namib, invece, un camaleonte del Namaqualand affronta una tempesta di sabbia, mentre nelle acque gelide di un fiordo norvegese un’orca trasporta il corpo del suo cucciolo morto.

Andrew Parkinson firma una scena più cupa nel Pantanal brasiliano: un avvoltoio nero è posato sulla carcassa di un caimano yacaré, mentre un giaguaro attende fuori dall’inquadratura di poter recuperare la preda. Lo scatto di Loren Elliott cambia registro e mostra un orso nero immerso nella piscina di un’abitazione della California meridionale. L’apparente comicità dell’incontro richiama però la crescente sovrapposizione tra gli insediamenti umani e l’habitat degli orsi.

Il rapporto tra animali e attività umane

Un’altra fotografia, realizzata da Pietro Rojas, documenta la condizione di un orso bruno con la museruola costretto a girare su una pista di circo a Doha in sella a una piccola motocicletta. L’immagine mette in evidenza il contrasto tra la natura selvatica dell’animale e i comportamenti imposti dall’uomo in un ambiente artificiale.

Tra i giovani selezionati c’è Jack Crockford, inserito nella categoria riservata ai fotografi tra i 15 e i 17 anni. La sua immagine accosta la sagoma di un rondone in volo a quella di un aereo in avvicinamento all’aeroporto londinese di Heathrow. Il risultato si basa sulla somiglianza tra le due forme, colta nello stesso istante, e richiama il titolo dello scatto, L’arte di volare.

I vincitori delle singole categorie, insieme ai titoli di Wildlife Photographer of the Year e Young Wildlife Photographer of the Year, saranno annunciati il 13 ottobre. Le fotografie verranno quindi esposte al Natural History Museum di Londra dal 16 ottobre 2026 all’11 luglio 2027, prima di essere presentate in una tournée internazionale.