Il Teatro Lauro Rossi di Macerata ha ospitato il secondo appuntamento della 57ª edizione della rassegna, con il progetto Giraffe guidato dal trombonista e compositore Matteo Paggi e la partecipazione del trombettista Fabrizio Bosso. La serata ha proposto un percorso musicale articolato in due sessioni, nel segno del jazz contemporaneo e delle composizioni originali.
Originario di Fiuminata e residente a Parigi, Paggi è tornato a esibirsi nel territorio d’origine con una formazione costruita intorno al suo progetto. Bosso, ormai presenza ricorrente e apprezzata dal pubblico maceratese, lo ha affiancato sul palco in un concerto caratterizzato da energia, interplay e momenti di forte intensità espressiva.
Due viaggi sonori
La scaletta è stata presentata dallo stesso Paggi come una narrazione divisa in due viaggi sonori. Le diverse composizioni hanno alternato passaggi di spinta poliritmica e aperture più liriche, intrecciando strumenti acustici ed elettronica. Il percorso è stato raccordato dall’esecuzione di un brano dedicato all’amico Riccardo Pietroni, indicato dal musicista come un momento particolarmente significativo della serata.
Accanto ai due protagonisti hanno suonato Lorenzo Simoni al sax alto, Vittorio Solimene al pianoforte, Andrea Grossi al contrabbasso e Andrea Carta alla batteria. La formazione ha sostenuto il repertorio di Giraffe con un dialogo costante tra scrittura e improvvisazione, accompagnando i duetti tra il trombone di Paggi e la tromba di Bosso.
Il messaggio civile
La prima parte del concerto ha incluso anche la lettura di un testo autografo di Paggi. L’intervento ha affrontato le tensioni sociali della contemporaneità, la guerra e le ingiustizie, con un riferimento alle rivolte giovanili in corso in quei giorni. Le parole dell’artista hanno suscitato l’applauso del pubblico, inserendo nel programma musicale un momento di riflessione e di impegno civile.
Il concerto si è concluso tra lunghi applausi e il bis richiesto dalla sala gremita. La rassegna Macerata Jazz tornerà il 19 novembre con il Gerald Clayton Trio.