Savona (SV)

La chiesa del San Giacomo torna visibile dopo il restauro a Savona

Intervento da quasi 4 milioni con fondi Pnrr; ora si lavora al chiostro e alle future aperture pubbliche.

Savona riscopre il complesso del San Giacomo dopo il recupero della chiesa quattrocentesca, realizzato con risorse del Pnrr. L’apertura alle autorità si è svolta il 9 ottobre, mentre il giorno successivo sono previste l’inaugurazione ufficiale e le visite per il pubblico, organizzate con il Fai e l’associazione Amici del San Giacomo.

L’intervento ha interessato l’ex convento, in particolare l’ex chiesa e la cappella, restituendo leggibilità agli spazi originari dell’edificio. I lavori hanno compreso il consolidamento statico, il restauro conservativo e la rimozione delle strutture incongrue realizzate quando il complesso era stato trasformato in caserma. L’edificio, da tempo in condizioni di forte degrado, è stato così riportato alla sua configurazione storica.

Il recupero dell’edificio

La ristrutturazione ha riguardato il primo lotto del progetto. Il Comune, attraverso Palazzo Sisto, si è impegnato a procedere con un secondo lotto dedicato al chiostro. La progettazione è in corso e, una volta completata, dovrebbe consentire di partecipare ai bandi necessari a finanziare il completamento del restauro. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è rendere il complesso utilizzabile per eventi culturali, mostre e altre iniziative.

Il progetto ha richiesto un investimento complessivo di 3.875.000 euro: 3 milioni e 450mila euro sono arrivati dal Pnrr, mentre 425mila euro sono stati stanziati dal Comune. Nel 2021 la precedente giunta aveva affidato un incarico per il monitoraggio strutturale dell’edificio principale e della facciata dell’ex chiesa, interessata da una rotazione. Nel 2012 erano già stati eseguiti lavori sul tetto.

La memoria storica del San Giacomo

Durante la presentazione, il sindaco Marco Russo ha definito il recupero una restituzione alla città non soltanto di uno spazio, ma anche di una parte della sua memoria. Secondo il primo cittadino, il complesso dovrà essere inserito in un progetto culturale più ampio, capace di accompagnare la trasformazione di Savona dopo la perdita della sua precedente vocazione industriale.

L’assessore Nicoletta Negro ha ricordato il valore dell’ex edificio religioso, considerato l’ultima testimonianza di una fase storica nella quale Savona era florida e i Francescani avevano scelto di insediarsi in città. Il restauro ha inoltre permesso di recuperare gli affreschi di Ottavio Semino, che nel tempo erano diventati molto scuri, riportando alla luce i colori originari.

Il complesso fu costruito tra il 1471 e il 1476 per iniziativa dei Francescani. Quest’anno ricorre, secondo quanto ricordato dal presidente degli Amici del San Giacomo Michele Salvatore, il 550° anniversario della conclusione dell’opera. Nel convento era presente anche una biblioteca con 63 manoscritti in greco, poi donati al re di Spagna per la Biblioteca dell’Escorial. Nel complesso è inoltre sepolto il poeta Gabriello Chiabrera.

Tra gli interventi collegati al progetto figura anche il recupero di un dipinto di Andrea Semino, fratello di Ottavio, proveniente dalla chiesa della Madonna della Neve e attualmente sottoposto a restauro. Al lavoro hanno contribuito gli uffici comunali, la Sovrintendenza e l’impresa incaricata dei lavori. Al San Giacomo sarà infine dedicata una puntata del programma Almanacco di bellezza, condotto su Sky Classica da Piero Maranghi e Leonardo Piccinini.