Lecco ha ospitato nella grande sala di Officina Badoni un incontro dedicato alla storia del collegamento ferroviario sull’Adda, lungo la direttrice verso Valmadrera. Protagonista della serata è stato Salvatore Bordonaro, geologo, storico dei trasporti ferroviari e autore di un volume sulla linea tra Como e Lecco. L’appuntamento si è svolto venerdì 9 ottobre, davanti a un pubblico numeroso, con la moderazione di Umberto Calvi.
Al centro della relazione c’è stato il ponte ferroviario che collega Lecco con l’altra sponda dell’Adda. A differenza dei ponti stradali Visconti, Kennedy e Manzoni, il manufatto non ha mai avuto un nome ufficiale. Per questo Bordonaro lo ha indicato convenzionalmente come Innominato, con un richiamo alla cultura manzoniana profondamente legata al territorio lecchese.
La costruzione del collegamento ferroviario
La storia del ponte è legata allo sviluppo industriale di Lecco e alla necessità, maturata negli anni Ottanta dell’Ottocento, di realizzare un’infrastruttura ferroviaria adeguata. Il progetto fu affidato all’ingegnere Alfredo Cottrau, nato a Napoli nel 1839 e appartenente a una famiglia di origine alsaziana. Cottrau, che si era formato a Parigi entrando in relazione anche con Alexandre Gustave Eiffel, progettò un ponte a tre campate sostenuto da grandi piloni in muratura.
Le fondazioni dei piloni arrivano a quasi venti metri sotto il livello dell’acqua. Per costruirle venne utilizzato un sistema di cassoni ad aria compressa, progettato per isolare dall’acqua le aree in cui gli operai dovevano scavare. La tecnica consentì di procedere nei lavori, ma sottopose tecnici e maestranze a forti variazioni di pressione, provocando dolori e sofferenze tra le persone impegnate nel cantiere.
Dalla struttura originaria a quella attuale
In origine i treni passavano su una passerella in ferro. Con il passare dei decenni, però, l’aumento del peso delle locomotive e delle carrozze rese la struttura non più adeguata alle esigenze del traffico ferroviario. Negli anni Cinquanta la passerella venne quindi sostituita completamente con quella attuale, realizzata dalla ditta Badoni di Lecco. I piloni originari in muratura furono invece conservati, perché risultavano ancora solidi e sufficientemente resistenti.
La ricerca di Bordonaro si è tradotta anche nella realizzazione di un modellino in scala del ponte, costruito dopo una lunga campagna di misurazioni dedicate ai dettagli del manufatto. Al termine dell’incontro, il pubblico ha rivolto numerose domande sia sulla storia della linea sia sul sistema ferroviario contemporaneo. Tra gli argomenti affrontati sono comparsi il possibile potenziamento del collegamento da Como a Lecco per creare una direttrice verso la Svizzera e Tirano e gli interventi di adeguamento della tratta tra Lecco e Colico.
Durante la serata sono stati inoltre anticipati i prossimi appuntamenti organizzati a Officina Badoni. Tra questi è stato ricordato l’incontro dell’11 dicembre, dedicato alla SAE.