Il Conservatorio statale Lorenzo Perosi di Campobasso ha partecipato al congresso annuale dell’AEC, l’Associazione Europea dei Conservatori, ospitato dal 4 al 7 novembre ad Amburgo, in Germania. L’incontro ha riunito oltre 300 istituzioni musicali provenienti dall’Europa e da numerosi Paesi del mondo, offrendo un’occasione di confronto sulle prospettive dell’istruzione musicale superiore.
A rappresentare l’istituto molisano sono stati la presidente Rita D’Addona, intervenuta anche per la Conferenza nazionale dei presidenti dei conservatori italiani, e Fabrizio Raimondo, consigliere designato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. L’edizione 2026 si è svolta alla Hochschule für Musik und Theater di Amburgo e ha avuto al centro il tema del rapporto tra istituzioni, società e pratiche educative nelle arti.
Le sfide per il settore
Nel corso dei lavori sono state analizzate le principali questioni che riguardano il futuro di conservatori, accademie e Politecnici delle Arti. Tra gli obiettivi indicati c’è lo sviluppo di percorsi più vicini alle esigenze del mondo del lavoro, capaci di affiancare alla preparazione artistica anche competenze trasversali utili alla crescita professionale degli studenti.
D’Addona ha sottolineato che il futuro strategico delle istituzioni artistiche è al centro del dibattito europeo, richiamando la necessità di una visione condivisa per migliorare l’occupabilità dei diplomati e rispondere ai cambiamenti della società. La presidente ha inoltre evidenziato le difficoltà legate alle crisi geopolitiche internazionali e le incognite sulle risorse future per cultura e ricerca nei programmi comunitari, tra cui Horizon Europe ed Erasmus.
Innovazione e cooperazione
Le quattro giornate hanno alternato workshop, tavole rotonde, forum informativi, concerti e incontri tra professionisti. I lavori si sono sviluppati lungo tre direttrici: l’innovazione nella musica classica, l’integrazione tra insegnamento e apprendimento e la leadership strategica nelle istituzioni musicali.
Tra gli altri temi affrontati figurano intelligenza artificiale e digitalizzazione, resilienza degli studenti, inclusione e gestione delle organizzazioni culturali. Per il Conservatorio Perosi, la partecipazione rappresenta un’occasione per consolidare relazioni internazionali e contribuire al confronto sulle strategie destinate ad accompagnare il percorso professionale e umano delle nuove generazioni di musicisti.