Emilio Frati, 92 anni, ha ricevuto il riconoscimento di Ambasciatore della Toscana nel mondo per il lavoro svolto sul pavimento del Duomo di Siena. Il premio gli è stato conferito nella Sala Gonfalone del palazzo del Pegaso, a Firenze, nell’ambito dell’iniziativa Tuscany in the World. Il riconoscimento è stato condiviso con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, il maestro Cesare Mancini e Giancarlo Brocci, ideatore de L’Eroica.
Nato nella Contrada della Lupa, Frati ha dedicato oltre trent’anni al restauro dei marmi della Cattedrale, lavorando da solo. Dopo l’esperienza maturata all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove era dipendente, fu chiamato a Siena dalla Soprintendenza alla fine degli anni Settanta per intervenire sul pavimento, che si trovava in condizioni particolarmente deteriorate.
Un lavoro lungo e meticoloso
Il restauro ha richiesto una ricerca accurata dei materiali. Frati si recava direttamente nelle cave per individuare le pietre più adatte, selezionando i marmi uno per uno in base alle esigenze dell’intervento. La lavorazione si è sviluppata per decenni e ha comportato molte ore trascorse in ginocchio, seguendo con attenzione ogni fase della rimessa in sesto.
«Ho passato trent’anni in ginocchio», ha raccontato l’artigiano, ricordando anche i rimproveri della moglie e spiegando di aver continuato a lavorare spinto dalla passione. L’obiettivo era restituire al pavimento del Duomo di Siena l’aspetto e il valore storico che lo avevano caratterizzato.
La passione oltre il restauro
La conclusione dell’intervento non ha interrotto il rapporto di Frati con i pavimenti della Cattedrale. Nel 2019 ha dedicato loro una mostra e ha continuato a riprodurne i disegni, insieme agli stemmi delle contrade e agli altri simboli della città. La sua produzione comprende circa 140 opere, ancora visitabili.
È stato proprio questo patrimonio a richiamare l’attenzione della commissione di Tuscany in the World, che ha deciso di assegnargli il riconoscimento. Frati ha definito il premio un orgoglio inatteso e ha spiegato che lo collocherà accanto alla Medaglia di Civica Riconoscenza. La soddisfazione più profonda, però, resta legata alla possibilità di vedere il Duomo restituito al suo splendore: «Quando lo vedo mi vengono ancora i brividi».