Internazionale

Dolche apre una nuova fase con il singolo La Maniera

L’artista valdostana racconta creatività, maternità e contaminazioni tra lingue e culture

Christine Hérin, conosciuta artisticamente come Dolche, inaugura una nuova fase del proprio percorso con La Maniera, il singolo che apre un progetto musicale costruito all’insegna della libertà creativa e della sperimentazione. Nata in Valle d’Aosta, sul confine tra Italia e Francia, oggi vive a Barcellona, città che considera la propria casa pur mantenendo un rapporto fluido con il concetto di appartenenza.

Lingue, culture, tradizioni musicali e luoghi diversi hanno contribuito a formare la sua identità artistica. Dopo anni di concerti, collaborazioni e viaggi, Dolche ha scelto di rimettere in discussione le proprie coordinate per tornare a una dimensione più istintiva della creazione. Il nuovo percorso, spiega, nasce dal desiderio di ritrovare il piacere di fare musica senza doverla ricondurre a una definizione precisa.

Un progetto tra creatività e vita personale

La trasformazione ha riguardato anche la sua vita privata. Dolche è madre di due bambini e racconta come la maternità abbia modificato il rapporto con il tempo, le priorità e il lavoro artistico. La scrittura e la produzione sono proseguite, insieme a nuove domande e alla necessità di tenere insieme i diversi ruoli di madre, musicista e donna, senza inseguire un equilibrio considerato perfetto.

Fare musica rappresenta per lei uno spazio di libertà nel quale confluiscono le esperienze precedenti, le lingue parlate, i luoghi attraversati e le persone incontrate. Anche la tecnologia e l’intelligenza artificiale vengono esplorate come possibili strumenti creativi, con curiosità ma senza rinunciare all’identità artistica, all’intimità e alla trasparenza.

Ironia, contaminazioni e attenzione al presente

La Maniera è descritto come il primo tassello di un progetto destinato a svilupparsi attraverso altri brani. Nel singolo emergono ironia, movimento e un gusto per l’assurdo, insieme alla scelta di non prendersi troppo sul serio in un’epoca nella quale, secondo Dolche, molte persone sembrano impegnate a costruire un’immagine impeccabile di sé.

L’artista rifiuta inoltre una rigida suddivisione dei generi musicali. Le contaminazioni, sostiene, non sono il risultato di una strategia studiata a tavolino, ma il modo naturale con cui pensa la musica, anche per effetto delle origini in una terra di passaggio e di incontro come la Valle d’Aosta.

Nel nuovo capitolo trovano spazio anche riflessioni sul mondo contemporaneo. Dolche esprime preoccupazione per l’assuefazione a guerre, tragedie umanitarie e catastrofi ambientali, e per la rapidità con cui l’indignazione lascia posto all’indifferenza. Pur non attribuendo a una canzone il potere di fermare la violenza, riconosce all’arte la possibilità di mantenere viva la sensibilità e di favorire una connessione tra le persone. La Maniera non vuole quindi definire l’intero percorso futuro, ma aprire una fase ancora in evoluzione.