Canelli rende omaggio per il quarto anno consecutivo a Giuseppe Ungaretti, con un programma di iniziative legato anche al sessantesimo anniversario dell’incontro tra il poeta e Bruna Bianco, avvenuto in un hotel di San Paolo in Brasile. L’appuntamento è promosso dalla cosiddetta turma Ungà, che propone momenti rivolti agli studenti, spettacoli e una mostra dedicata al rapporto tra Ungaretti, la sua musa e la cultura giapponese.
Il primo appuntamento è fissato per il 25 settembre e sarà dedicato soprattutto ai giovani. Al mattino gli studenti della scuola secondaria di primo grado seguiranno il percorso Ungaretti: la parola che conquista, accompagnati dalla professoressa Annamaria Tosti. La partenza è prevista dalla piazza della scuola media, con un itinerario lungo la Sternia e diretto a Villa Ungà, luogo legato alle visite del poeta in città nel 1968.
Durante il cammino, i ragazzi riceveranno alcuni oggetti poetici e saranno coinvolti in attività ispirate ai temi ungarettiani. L’esperienza si concluderà con la ricomposizione collettiva di un puzzle poetico. Tra le novità figura il coinvolgimento della stanza multisensoriale L’Altro Senso di Canelli, dove gli studenti potranno affrontare i temi della poesia attraverso i cinque sensi. Ad accoglierli a Villa Ungà sarà Bruna Bianco.
Il dialogo poetico affidato agli studenti
La giornata proseguirà alle 21 nella chiesa di San Leonardo con la riproposizione del Dialogo poetico tra Giuseppe Ungaretti e Bruna Bianco. Il volume, pubblicato nel 1968 in soli 120 esemplari, raccoglie nove poesie di Ungaretti e cinque componimenti di Bruna. Le liriche saranno interpretate dagli studenti delle scuole superiori Artom e Pellati di Canelli, mentre le repliche originali saranno affidate anche alla voce della poetessa.
La serata comprenderà inoltre gli interventi dei danzatori del Centro Studi Danza di Canelli e del musicista Matteo Rosa, con la regia di Elena Capra. L’iniziativa riprende il percorso già avviato con la messa in scena delle Lettere a Bruna e intende affidare alle nuove generazioni la lettura del legame umano e artistico tra il poeta e la sua musa.
La mostra dedicata alle opere giapponesi
Dal 16 al 18 ottobre la chiesa di San Rocco ospiterà Poeta di poeti, mostra curata dall’esperto d’arte giapponese Paolo Linetti. Per la prima volta sarà presentata al pubblico una selezione di antichi dipinti giapponesi donati da Ungaretti a Bruna Bianco. L’esposizione ha ottenuto il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano, della Regione Piemonte e della Provincia di Asti.
L’inaugurazione si terrà venerdì 16 ottobre alle 18, con la partecipazione dell’ambasciatore del Giappone in Italia, Ono Hikariko, e del console generale Yagi. La mostra sarà visitabile gratuitamente venerdì dalle 18 alle 20, sabato 17 e domenica 18 ottobre dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.
Le opere esposte sono legate a una vicenda che attraversa la diplomazia del Novecento. Prima di essere ricevuti da Ungaretti, i dipinti appartennero al cardinale Paolo Marella, delegato apostolico in Giappone dal 1933 al 1948, e passarono poi attraverso un antiquario romano. In una lettera a Bruna del 29 agosto 1968, il poeta descrisse quelle immagini come opere di particolare delicatezza e significato, scegliendo di affidarle alla compagna.
La collezione comprende stampe acquistate a Roma e databili tra la fine del Cinquecento, il Seicento e il Settecento. Secondo il curatore, alcune sono trascrizioni di celebri romanzi giapponesi, con un rilievo estetico e culturale paragonato a quello della Divina Commedia e delle opere di Boccaccio. In mostra saranno presenti cinque di queste opere, insieme a una testa giapponese legata allo stesso concetto estetico.