Parma (PR)

A Parma le opere del Toschi nel reparto per adolescenti

Il progetto Biofilia resta al Maggiore fino al 31 ottobre e unisce creatività, assistenza e continuità educativa.

Ventuno studentesse e studenti del Liceo Artistico Paolo Toschi di Parma hanno portato le loro opere nel giardino del Padiglione Barbieri dell’Ospedale Maggiore, dove è stato inaugurato il nuovo reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. La mostra, intitolata Biofilia, resterà allestita fino al 31 ottobre in uno spazio destinato all’accoglienza e alla cura di bambini e ragazzi.

Il termine biofilia, di origine greca, indica l’amore per la vita. È questo il tema interpretato dagli studenti della classe VB attraverso ventuno progetti differenti, realizzati con il supporto dei loro insegnanti. Ogni lavoro propone una riflessione personale sul rapporto tra l’essere umano e la natura, sviluppando linguaggi e sensibilità diverse.

Dalla scuola all’ospedale

La rassegna era stata realizzata nell’ambito di un percorso formativo con l’associazione Rinascimento 2.0 e aveva accompagnato la XIII edizione del Festival della Parola, dedicata al legame tra persone e ambiente. Dopo essere stata esposta per tutta l’estate a Lostello della Cittadella, l’esposizione è stata trasferita nel complesso ospedaliero in occasione dell’apertura del reparto.

Il nuovo allestimento mette in relazione il lavoro degli studenti con un luogo rivolto ad altri giovani e alle loro famiglie. L’iniziativa richiama anche il ruolo della scuola nel percorso di chi affronta una situazione di disagio psichico, mantenendo, quando possibile, un collegamento con la quotidianità, le relazioni e l’apprendimento durante i periodi di cura o ricovero.

Sono oltre 2.500 gli alunni con certificazione ai sensi della legge 104 seguiti dalle scuole del territorio. Gli istituti sono impegnati a costruire percorsi adeguati alle esigenze e alle potenzialità di ciascuno, in collaborazione con i servizi sanitari. Il dialogo tra i due ambiti è considerato essenziale per garantire continuità educativa e accompagnare gli studenti anche nelle fasi più delicate.

Il rapporto tra scuola e servizi sanitari

Andrea Grossi, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, ha sottolineato che l’apertura del reparto rappresenta un passaggio rilevante anche per il mondo scolastico. Scuola e sanità, ha spiegato, incontrano gli stessi bambini, adolescenti e famiglie da prospettive differenti ma complementari: una legata alla cura clinica e alla riabilitazione, l’altra all’apprendimento, alle relazioni e alla vita quotidiana.

Per Antonella Squarcia, direttrice della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, la scuola resta un punto di riferimento durante i periodi di difficoltà. Conservare un legame con la classe e con la quotidianità scolastica significa valorizzare non soltanto risultati e apprendimenti, ma anche partecipazione, relazioni e senso di appartenenza, rispettando i tempi della ripresa.

La presenza delle opere del Toschi all’interno del reparto viene quindi indicata come un esempio di collaborazione tra istituzioni educative e sanitarie. L’obiettivo dichiarato è rafforzare una rete capace di sostenere i ragazzi nel percorso di cura e, nello stesso tempo, nella crescita personale e nel mantenimento dei rapporti con la comunità scolastica.