Una bomba che continua a cadere, una giostra in movimento e le risate dei bambini che si sovrappongono al rumore della guerra. È l’esperienza proposta da Yallah Nil’ab?, l’installazione multimediale immersiva realizzata dall’artista Dara Cerutti Soth a Cassinasco. L’opera è visitabile fino al 18 ottobre nello spazio di vicolo del Giardino 6.
L’esposizione è aperta il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18, con ingresso libero. Attraverso suoni, luci e movimento, il lavoro invita a confrontarsi con la quotidianità dei bambini di Gaza, per i quali i rumori di droni, aerei e bombe sono diventati una presenza costante, quasi un sottofondo della vita di ogni giorno.
Una giostra tra luce e oscurità
Il titolo dell’opera, tradotto dall’arabo, significa Andiamo a giocare?. È la frase spontanea con cui i bambini si invitano a giocare quando si incontrano o si conoscono. Nell’installazione, però, quel gesto semplice si svolge sotto la minaccia di una bomba e della possibilità della morte.
Varcata la soglia dello spazio espositivo, il visitatore viene accolto dal suono di una bomba in caduta, che alimenta la tensione di un impatto imminente. Al centro della stanza una giostra girevole ruota senza sosta, illuminata da un fascio di luce calda proveniente dall’alto, mentre ai margini prevale il buio. L’opera non propone una sequenza di eventi, ma costruisce un istante sospeso in cui la minaccia e il mondo dell’infanzia convivono nello stesso ambiente.
Avvicinandosi alla giostra, la luce diventa più calda e il rumore dell’ordigno lascia gradualmente emergere le risate di un gruppo di bambini. Sono voci reali di bambini palestinesi provenienti da Khan Yunis, Gaza e Beit Lahia. La loro presenza sonora restituisce concretezza alla scena: il gioco continua, mentre chi osserva sa che la bomba, prima o poi, esploderà. Il visitatore diventa così spettatore di un evento che sembra impossibile interrompere.
L’infanzia costretta a convivere con la guerra
L’opera costruisce una realtà parallela in cui la bomba cade all’infinito senza mai colpire. Uscendo dalla stanza, tuttavia, resta la consapevolezza che quella sospensione appartiene soltanto all’installazione. Nel mondo reale, le bombe sono già cadute e molti bambini che stavano giocando non ci sono più.
È questo il contrasto al centro del lavoro di Cerutti Soth: da una parte l’innocenza e la vitalità dell’infanzia, dall’altra una minaccia che non si allontana e accompagna ogni momento della vita quotidiana. L’installazione richiama così la condizione dei bambini palestinesi, costretti a crescere in un contesto in cui anche il gioco, gesto fondamentale dell’infanzia, si svolge sotto il segno del pericolo.
La realizzazione dell’opera è stata patrocinata dall’associazione Samud Italia e resa possibile grazie al sostegno di Elisabetta Cerutti. Dara Cerutti Soth, artista multimediale italo-cambogiano residente a Cassinasco, si occupa di installazioni immersive e interattive nelle quali il corpo del visitatore diventa parte attiva dell’esperienza.
Attraverso i linguaggi digitali, l’artista esplora le relazioni tra corpo, memoria, suono e spazio. I suoi dispositivi percettivi puntano a stimolare una riflessione critica e ad aprire nuove forme di narrazione, affidando all’esperienza diretta del pubblico il compito di misurarsi con il significato dell’opera.