Carrara (MS)

A Carrara rinasce il Museo del marmo: primo lotto a dicembre

L’allestimento unirà cave, memorie dei lavoratori e strumenti multimediali in un percorso dedicato all’identità apuana.

Il rinnovato Museo del marmo di Carrara si prepara a una nuova apertura, con l’obiettivo di inaugurare entro dicembre il primo lotto dei lavori. Il progetto punta a trasformare lo spazio espositivo in un luogo capace di raccontare non soltanto i reperti, ma anche la storia dell’estrazione, il paesaggio delle cave e le persone che hanno costruito nel tempo il rapporto tra la città e il marmo.

Il primo lotto e la sala principale

A fare il punto sul percorso di rinnovamento è stata la commissione Cultura, presieduta da Laura Barsotti, alla presenza dell’assessore Gea Dazzi e del direttore del museo Stefano Genovesi. Il primo lotto comprende la sala principale, l’area ristoro e una sala attigua. La conclusione dei lavori ha subito uno slittamento di circa tre mesi a causa di problemi legati al cantiere e alle ditte impegnate nell’intervento.

La sala principale sarà il fulcro del nuovo allestimento. Non è stata pensata come una tradizionale area destinata soltanto all’esposizione, ma come una sorta di teatro del paesaggio del marmo, nel quale accompagnare i visitatori dentro il mondo dell’estrazione e nelle vicende di chi lo ha vissuto. Per predisporre il progetto sono già stati effettuati sopralluoghi nelle cave, realizzate immagini, raccolti studi d’artista e registrate interviste sulla storia della materia e del territorio.

Tra le testimonianze inserite nel percorso c’è quella di Luciano Paoli, indicato come l’ultimo cavatore ad aver partecipato, negli anni Sessanta, alle operazioni di salvataggio dei templi di Abu Simbel. Il suo racconto collega la storia di Carrara a una delle più importanti imprese archeologiche del Novecento e contribuirà a restituire una dimensione umana al racconto del marmo.

Un percorso tra memoria e contemporaneità

Il direttore Genovesi ha spiegato che l’intenzione è costruire un itinerario multimediale nel quale la materia prima non venga separata dalle persone, dalla fatica, dalle tradizioni di cava e dalle trasformazioni che hanno segnato Carrara. Il museo dovrà quindi raccontare il marmo dalle origini fino alla contemporaneità, mettendo in relazione gli oggetti esposti con le esperienze e i cambiamenti del territorio.

Nel frattempo è stato definito anche il nuovo nome del museo: Marmo, acronimo di Memoria, Arte, Ricerca, Marmo, Origini. Il progetto di identità grafica prevede un nuovo logo realizzato da Robilant e diverse declinazioni del marchio, che manterrà la scritta Carrara per sottolineare il legame con la città. Il giardino esterno è già pronto e, con il primo lotto, rappresenterà la prima parte visitabile del percorso, con macchinari, blocchi e strumenti di lavoro accessibili al pubblico da dicembre.

Resta inoltre da sviluppare il secondo lotto, collegato all’articolo 21, per il quale la direzione ha fatto sapere di essere pronta a partire. Sono in corso anche interlocuzioni per acquisire nuovi reperti archeologici e ampliare il patrimonio della struttura. L’obiettivo dichiarato è creare un museo in grado di raccontare la storia di Carrara attraverso il marmo, unendo ricerca, memoria del lavoro e lettura del paesaggio.