Le intuizioni di Leonardo da Vinci prendono forma nelle sale affrescate di Palazzo Pallavicini, a Bologna, dove è allestita la mostra Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione. L’esposizione, visitabile fino al 17 gennaio 2027, riunisce circa trenta ricostruzioni ispirate agli studi e ai disegni del maestro del Rinascimento.
Dal volo alle macchine quotidiane
Il percorso dedica ampio spazio al tema del volo, uno degli ambiti più affascinanti dell’attività di Leonardo. Paracadute, deltaplano ed elicottero sono presentati come tentativi di comprendere e sfidare la gravità, partendo dall’osservazione delle ali degli uccelli e dei movimenti dell’aria. Le ricostruzioni trasformano così i disegni dei Codici vinciani in strutture tridimensionali realizzate con materiali compatibili con quelli dell’epoca.
La mostra non si limita però alle macchine volanti. Tra gli esemplari esposti figurano la bicicletta ispirata al disegno del 1493, il martello a movimento continuo, il misuratore di vento, sistemi di sollevamento con pesi e carrucole, la bilancia scrivente, il cambio di velocità, il pistone e il cric. L’insieme documenta l’interesse di Leonardo per il rapporto tra arte, natura, meccanica e osservazione scientifica.
Il grande Istrice
Nel percorso trova posto anche l’Istrice, un’installazione lignea lunga dodici metri ispirata ai bozzetti leonardeschi. L’opera nasce dall’immaginario delle macchine concepite per la guerra, ma la sua ricostruzione è stata realizzata con legno recuperato da aree colpite da conflitti. Il progetto rilegge quindi uno strumento legato alla distruzione come simbolo di speranza e riflessione sull’uso della tecnologia.
L’esposizione è coordinata da Francesca Bogliolo e organizzata da Pallavicini srl, con Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci. I modelli sono stati realizzati da Giorgio Cegna, già docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, insieme ad allievi provenienti dalla Pusa University di Assisi. Le opere sono state inoltre verificate e codificate dal museografo Luca Pianesi, attraverso un confronto con i disegni e i principi contenuti nei Codici vinciani.
La collocazione nelle stanze storiche di Palazzo Pallavicini mette in relazione legno, corde e ingranaggi con gli affreschi dell’edificio. Secondo gli organizzatori, l’obiettivo è avvicinare arte e scienza attraverso ricostruzioni capaci di mostrare come un’idea nata sulla carta possa diventare un oggetto osservabile. Il risultato è un itinerario centrato non soltanto sulle invenzioni, ma anche sul metodo di Leonardo: osservare un fenomeno, comprenderlo e provare a trasformarlo in un meccanismo.