Torino (TO)

Tre studenti detenuti dopo il corteo di Torino: «Nessun male»

I giovani, ospitati al Ferrante Aporti, raccontano a Grimaldi il desiderio di rientrare a casa

Sono tre gli studenti fermati dopo il corteo del 18 ottobre e attualmente ospitati nel carcere minorile Ferrante Aporti. Durante la visita di Grimaldi, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, i ragazzi hanno parlato della propria situazione, sostenendo di non aver avuto intenzione di fare del male.

Il racconto dei ragazzi

Il messaggio riferito dai giovani è quello di una presunta inconsapevolezza rispetto a quanto accaduto durante la manifestazione. «Non volevamo fare del male», è il senso delle parole riportate nel resoconto della visita. I tre hanno inoltre espresso la voglia di tornare a casa, sottolineando il peso della permanenza nell’istituto penale per minorenni.

Dal testo non emergono ulteriori dettagli sulle contestazioni mosse nei loro confronti né sulle decisioni dell’autorità giudiziaria. Il dato centrale resta quindi il fermo avvenuto al termine o nel contesto del corteo e la successiva presenza dei tre ragazzi al Ferrante Aporti, struttura torinese destinata ai minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità.

La visita di Grimaldi

Nel corso dell’incontro, Grimaldi ha richiamato la necessità di ascoltare i giovani e di offrire loro una possibilità. «Vanno ascoltati, diamogli una chance» è l’appello attribuito al parlamentare di Avs. La visita ha così portato l’attenzione sulle condizioni dei tre studenti e sulla loro richiesta di essere compresi rispetto ai fatti del 18 ottobre.

La vicenda si inserisce nel seguito giudiziario e personale della manifestazione, ma le informazioni disponibili non consentono di ricostruire con precisione le condotte contestate o i prossimi passaggi del procedimento. Al momento, l’elemento riportato è la permanenza dei tre giovani nell’istituto minorile di Torino e la loro versione, basata sulla mancanza di intenzioni violente e sul desiderio di rientrare in famiglia.