Montale resta, secondo il direttore dell’Ato Toscana Centro Dario Baldini, il sito più adatto per ospitare un nuovo termovalorizzatore. Lo ha spiegato durante il primo dei tre incontri informativi organizzati dal Comune nell’ambito del percorso di ascolto rivolto ai cittadini. L’appuntamento si è svolto nell’auditorium della scuola media Melani, mentre i prossimi sono previsti il 13 novembre alla scuola di Stazione e il 25 novembre ancora alla scuola media di Montale, entrambi alle 18.
Il confronto sulla localizzazione
Rispondendo alla domanda di un cittadino sul motivo per cui si torni a parlare sempre di Montale, Baldini ha sostenuto che un’area già utilizzata per questa funzione può rappresentare una candidata preferibile rispetto a un luogo mai interessato dalla presenza di impianti. Il direttore dell’Ato ha richiamato il principio secondo cui, nelle nuove localizzazioni, l’impatto ambientale può risultare maggiore quando si interviene su un sito non precedentemente destinato a questo tipo di attività.
La tesi è stata contrapposta all’argomento sintetizzato nella frase Montale ha già dato, utilizzato da chi si oppone al raddoppio dell’impianto. Le parole del direttore hanno provocato le proteste degli esponenti del comitato IoNonCisto presenti nell’auditorium. Baldini ha comunque precisato che il piano d’ambito dell’Ato non riguarda esclusivamente il rifacimento del termovalorizzatore, ma comprende anche la riduzione dei rifiuti, il potenziamento della raccolta differenziata e l’obiettivo di aumentare il riciclo.
Raccolta differenziata e piano d’ambito
Nel corso dell’incontro sono stati forniti anche alcuni dati sull’andamento dei rifiuti indifferenziati nelle tre province comprese nell’Ato Toscana Centro: 431mila tonnellate nel 2016, circa 250mila attualmente e una previsione di 130mila tonnellate nel 2035. Secondo Baldini, anche per la quota residua sarà necessario un nuovo impianto a Montale.
Ad aprire il confronto è stato il sindaco Ferdinando Betti, che ha spiegato come il Comune abbia scelto di avviare un percorso di informazione e ascolto prima della consultazione popolare, prevista tra l’ultima settimana di novembre e la prima di dicembre. Il primo cittadino ha sottolineato che si tratta di un percorso non costruito su un progetto già definito, ma sugli scenari indicati dal piano d’ambito.
Il professor Claudio Lubello, docente di ingegneria ambientale all’Università di Firenze, ha illustrato una ricerca sulla composizione dei materiali conferiti al servizio di raccolta e smaltimento. Dallo studio emerge la presenza, anche nella raccolta differenziata, di materiali conferiti nel contenitore sbagliato, come carta nel multimateriale o lattine nell’organico. Per alcuni prodotti, tra cui i pannoloni, non esisterebbe inoltre un sistema di recupero e riciclo.
È intervenuta anche Katia Gamberini, di Herambiente, società che gestisce l’impianto di Montale insieme ad altri otto termovalorizzatori in diverse regioni italiane. La rappresentante ha sostenuto che questi impianti non sono alternativi alla raccolta differenziata e al riciclo, osservando che le regioni dotate di termovalorizzatori sono anche quelle con le percentuali più alte di raccolta differenziata. Il prossimo incontro sarà dedicato agli aspetti ambientali e sanitari, mentre il tema dell’appuntamento del 25 novembre sarà definito sulla base delle domande emerse dal pubblico.