La riduzione dei servizi bancari nei Comuni dell’area picena continua a suscitare la protesta degli amministratori locali. Negli ultimi anni diversi territori hanno perso le proprie filiali e, in alcuni casi, anche la possibilità di utilizzare un bancomat collegato all’istituto di riferimento. Il risultato, secondo i sindaci, è un aumento dei disagi per cittadini e imprese, soprattutto nelle comunità interne e tra la popolazione più anziana.
La situazione a Folignano
A Folignano la chiusura della filiale di Intesa Sanpaolo ha lasciato un vuoto ancora evidente nella gestione delle operazioni quotidiane. Il sindaco Matteo Terrani ha spiegato di avere chiesto un confronto con i responsabili della banca quando venne comunicata la decisione, ricevendo però la risposta che l’intervento dell’amministrazione comunale non avrebbe potuto modificare una scelta assunta dai vertici nazionali nell’ambito di un piano di riduzione degli sportelli.
Al momento della chiusura, aggiunge il primo cittadino, era stata annunciata una convenzione con Poste Italiane per azzerare le commissioni sugli Atm postali presenti nel territorio comunale. L’intesa, però, non sarebbe stata mantenuta nel tempo. Per questo Terrani ha chiesto il ripristino di un Atm Intesa Sanpaolo a Folignano oppure, in alternativa, la definizione di una convenzione stabile con Poste Italiane.
Secondo il sindaco, molti residenti sono tornati a sostenere costi aggiuntivi anche per operazioni ordinarie. Terrani contesta una politica aziendale orientata all’ottimizzazione dei profitti e ritiene che, nelle decisioni sulla rete degli sportelli, non siano state considerate abbastanza le esigenze delle comunità locali. Alle richieste avanzate dal Comune, riferisce, non sarebbe seguita una soluzione concreta.
Le difficoltà nei Comuni dell’entroterra
Una situazione analoga viene segnalata a Force, dove la chiusura dello sportello bancario ha aggravato le difficoltà di un territorio interno già segnato dal terremoto e caratterizzato dalla presenza di numerosi residenti anziani. Il sindaco Amedeo Lupi ha ricordato che la filiale rappresentava un servizio necessario per la comunità e che l’amministrazione aveva chiesto almeno l’installazione di un bancomat di ultima generazione. Anche questa richiesta, tuttavia, non avrebbe ricevuto seguito.
Da alcuni anni non è presente una banca nemmeno a Venarotta. Il sindaco e presidente della Provincia, Fabio Salvi, ha ricordato i tentativi compiuti per evitare la chiusura della filiale. In quell’occasione, l’istituto avrebbe motivato la decisione con il numero ridotto delle operazioni e con la scarsa convenienza, secondo il proprio piano aziendale, a mantenere aperto lo sportello.
Per le operazioni ordinarie, molti cittadini di Venarotta si rivolgono oggi agli uffici postali. Una soluzione che, secondo Salvi, consente almeno di contenere le conseguenze della chiusura, ma non elimina le difficoltà legate alla distanza dai servizi e alla necessità di sostenere eventuali commissioni. Le testimonianze raccolte nei tre Comuni descrivono così un problema comune: gli enti locali possono chiedere incontri, proporre convenzioni e sollecitare alternative, ma le decisioni finali vengono spesso assunte a livello nazionale sulla base di valutazioni economiche.