Padova (PD)

Suicidio di un detenuto 61enne nel carcere Due Palazzi di Padova

Il sindacato denuncia sovraffollamento e carenze d’organico; fallito ogni tentativo di rianimazione nella struttura veneta.

Un detenuto di 61 anni si è tolto la vita all’alba nella sua cella della Casa di reclusione Due Palazzi di Padova. L’uomo, secondo quanto riferito dalla Uilp Fp Polizia Penitenziaria, si sarebbe impiccato. A nulla sono serviti i soccorsi prestati dagli agenti e dal personale medico-sanitario intervenuto nella struttura.

La denuncia del sindacato

A rendere noto l’accaduto è stata la Uilp Fp Polizia Penitenziaria, attraverso una nota firmata dal segretario generale Gennarino De Fazio. Il sindacato ha collegato il caso padovano alla situazione complessiva degli istituti di pena, sostenendo che nelle carceri italiane si continui a morire mentre il tema venga affrontato soprattutto in occasione del dibattito politico sulla sicurezza e sull’ordine pubblico.

Nel documento viene indicato in 60 il numero dei detenuti suicidi dall’inizio dell’anno, ai quali, secondo il sindacato, si aggiungono quattro operatori penitenziari che si sono tolti la vita. La Uilp Fp ha richiamato anche la consistenza della comunità penitenziaria, stimata in circa 110mila persone, per sottolineare la gravità di 64 suicidi registrati nell’arco di dieci mesi.

Sovraffollamento e carenza di personale

La nota si concentra poi sulle condizioni della Casa di reclusione di Padova. Nel penitenziario risultano presenti 696 detenuti a fronte di 432 posti, con un tasso di sovraffollamento indicato al 161 per cento. Sul fronte del personale, il sindacato riferisce la presenza di 295 agenti di polizia penitenziaria, chiamati a sostenere un carico di lavoro che, secondo la stessa organizzazione, corrisponderebbe a quello necessario per almeno 445 unità.

De Fazio ha chiesto al ministro della Giustizia Carlo Nordio interventi per ridurre concretamente la densità detentiva negli istituti penitenziari. Nella sua presa di posizione ha inoltre criticato l’attenzione riservata ad alcune attività del carcere, sostenendo che il problema principale resti quello delle condizioni di detenzione e della pressione sugli operatori.

La vicenda riporta quindi l’attenzione sulle difficoltà legate alla gestione delle persone detenute e sulla necessità, evidenziata dal sindacato, di affrontare il rischio suicidario insieme al sovraffollamento e alla carenza di organico. Per chi attraversa momenti di forte difficoltà è disponibile il servizio Telefono Amico Italia, attivo tutti i giorni dalle 10 alle 24 al numero 02 2327 2327.