È polemica tra Filctem Cgil e Confindustria ceramica sui rischi legati alla silice cristallina nel distretto di Civita Castellana. Al centro del confronto ci sono gli effetti sulla salute dei lavoratori esposti alla sostanza durante i processi di lavorazione e il livello di attenzione che dovrebbe essere garantito dalle imprese.
Il segretario generale della Filctem Cgil, Mauro Vaccarotti, sostiene che la letteratura scientifica abbia ormai documentato la pericolosità della silice libera cristallina e richiama la necessità di mantenere alta la vigilanza. Secondo la ricostruzione del sindacato, il tema ha una storia che nel comprensorio risale a diversi decenni.
La ricostruzione del sindacato
Nel 1956, riferisce Vaccarotti, l’Inail riconobbe le prime rendite nel comprensorio per casi di pneumoconiosi silicotica. Nel 1973 fu avviato un programma di sorveglianza sanitaria, seguito da un aumento delle denunce. Due anni dopo, uno studio epidemiologico sulla popolazione locale avrebbe rilevato un rischio di tumore polmonare doppio rispetto a quello riscontrato nelle persone non esposte alla silice libera cristallina.
La ricostruzione prosegue con il 1987, quando l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro inserì la silice nel gruppo 2A, tra gli agenti probabilmente cancerogeni per l’uomo. Nel 1989, sempre secondo quanto riferito dal sindacalista, furono comunicati 595 lavoratori indennizzati dall’Inail per silicosi, 64 dei quali deceduti per tumore polmonare. Tra il 1993 e il 1995, ulteriori studi portarono alla riclassificazione della silice cristallina nel gruppo 1 della classificazione Iarc.
Il confronto sulle responsabilità
Una svolta normativa viene individuata nella direttiva europea 2017/2398, che ha riconosciuto la cancerogenicità della silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione. La direttiva è stata successivamente recepita nell’ordinamento italiano, rafforzando il quadro di riferimento per la prevenzione dei rischi professionali.
La Filctem Cgil contesta la posizione attribuita a Confindustria ceramica, accusata di privilegiare il tema dei costi sostenuti dalle imprese rispetto alle condizioni di salute di chi opera nel settore. Il confronto resta quindi aperto tra rappresentanza sindacale e parte datoriale, mentre il tema della silice continua a essere legato alla storia produttiva e sanitaria del distretto di Civita Castellana.