«Venezia non ha una vera e propria periferia, perché Mestre non è la periferia del centro storico e via Piave non è la periferia di Mestre». Lo ha detto il questore di Venezia Antonio Sbordone, intervenendo sul tema della sicurezza a margine del Family Day, recuperato nel chiostro di Santa Chiara dopo il rinvio del 29 settembre, giorno di San Michele, patrono della Polizia.
Secondo Sbordone, la particolare contiguità tra residenti e persone che vivono ai margini contribuisce a rendere più difficile la gestione dei fenomeni di disagio. «Può darsi che il fenomeno sia meno visibile nel territorio metropolitano, ma lo spaccio c’è», ha affermato il questore, sottolineando la necessità di affrontare il problema anche attraverso il contrasto alle organizzazioni e alle strutture che lo alimentano.
Intervento in un bar tabacchi
Nel rione Piave, nel pomeriggio di sabato 31 ottobre, le volanti della Polizia sono intervenute in un bar tabacchi al civico 107 di via Piave, dove sono state fermate una donna e un uomo. L’allarme era scattato dopo che il proprietario di alcune carte di pagamento aveva ricevuto notifiche sul telefono relative a operazioni effettuate nel negozio.
Gli agenti, secondo quanto riferito dal residente Giampaolo Conte sulla sua pagina Facebook, avrebbero recuperato nel contenitore dei rifiuti diverse carte di credito, ritenute probabilmente rubate. Altri documenti di pagamento sarebbero stati trovati nella parte alta della vetrina del tabaccaio, dopo che un poliziotto si è fatto prestare ferri e tenaglie per controllare il materiale abbandonato.
Altri episodi nel quartiere
La notte precedente, in via Sernaglia, era stato infranto il finestrino dell’auto di una famiglia di turisti tedeschi con bambini. La visione delle telecamere avrebbe mostrato, intorno all’una e un quarto, una donna già conosciuta nel rione e senza fissa dimora, descritta nel racconto come una persona che vive di espedienti.
Nei giorni precedenti la Polizia aveva inoltre eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla Procura nei confronti di un uomo di nazionalità straniera e di una donna italiana. Per entrambi erano stati disposti inizialmente gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dopo un furto aggravato ai danni di un esercizio commerciale. Per la donna era stata prevista anche la sorveglianza speciale. La misura è stata aggravata dopo la violazione dei provvedimenti da parte della coppia.