Alta val Tidone (PC)

Segnale d’aiuto dopo la lite: arrestato un giovane nel Piacentino

Gesto riconosciuto da una guardia privata; lesioni guaribili in venti giorni e misura cautelare per il compagno

Una lite nata, secondo i primi accertamenti, per motivi di gelosia si è conclusa con un arresto per rapina e lesioni personali aggravate. La vicenda è avvenuta nelle prime ore di domenica 13 settembre tra Sala Mandelli, nel comune di Alta Val Tidone, e la strada provinciale in direzione di Ziano. A intervenire sono stati i carabinieri della Stazione di Pianello e dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Bobbio, allertati da una guardia giurata.

Stando alla ricostruzione fornita dall’Arma, la coppia aveva trascorso la serata a una festa a Sala Mandelli e, successivamente, in un locale del paese. Entrambi sarebbero stati alticci. Proprio nel locale sarebbe nato un nuovo diverbio: il giovane avrebbe afferrato la fidanzata con forza, accompagnandola contro la sua volontà all’esterno e facendola salire su un furgone. Un conoscente, accortosi della situazione, avrebbe provato a riportare la calma.

La richiesta d’aiuto lungo la provinciale

Quando la ragazza avrebbe cercato di utilizzare il telefono cellulare per chiedere aiuto, il giovane glielo avrebbe strappato dalle mani, impedendole di effettuare una chiamata. Durante il tragitto verso Ziano si sarebbe verificato un ulteriore alterco. La marcia si è poi interrotta a causa di un problema a uno pneumatico, costringendo il mezzo a fermarsi.

La giovane avrebbe approfittato della sosta per raggiungere un’abitazione vicina e cercare assistenza. In quel momento è transitata una pattuglia di un istituto di vigilanza privata. In evidente stato di agitazione, la ragazza ha rivolto alla guardia il signal for help, il gesto internazionale usato per segnalare in modo silenzioso una situazione di pericolo. L’operatore ha riconosciuto il segnale, si è fermato e ha contattato i carabinieri.

Lesioni e provvedimento del giudice

Sul posto sono arrivati i militari di Pianello e i colleghi del Radiomobile di Bobbio, insieme al personale sanitario. La ragazza è stata accompagnata all’ospedale di Piacenza, dove le sono state riscontrate diverse lesioni, tra cui un’ecchimosi al collo, giudicate guaribili in 20 giorni. Anche il giovane ha riportato ferite lievi.

Al termine degli accertamenti, il piacentino è stato arrestato in flagranza. Difeso dall’avvocato Augusto Ridella, è comparso in tribunale per la direttissima. La difesa ha sostenuto che il giovane, vedendo la compagna completamente ubriaca, intendesse contenerla e accompagnarla a casa, ma che la situazione fosse poi degenerata.

Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto per il giovane il divieto di avvicinamento alla donna, con applicazione del braccialetto elettronico. Il processo è stato rinviato al 16 novembre.