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Bancarotta Fenice, Corona patteggia 90mila euro a Milano

Gabriella Privitera è stata assolta: per l’accusa non era consapevole del ruolo societario

Fabrizio Corona ha patteggiato una sanzione di 90mila euro nel procedimento per bancarotta fraudolenta relativo alla sua ex società Fenice srl. La vicenda, esaminata dal Tribunale di Milano, riguarda anche la vendita di un immobile situato in via De Cristoforis, nella zona di corso Como.

Nello stesso processo è stata assolta la madre di Corona, Gabriella Privitera, che era imputata con rito abbreviato. La donna è stata ritenuta estranea alle operazioni finanziarie contestate e inconsapevole del fatto di risultare amministratrice della società del figlio.

La contestazione sulla casa

Secondo la ricostruzione della procura, coordinata dal pubblico ministero Luigi Luzi, la vecchia abitazione di Corona sarebbe stata intestata fittiziamente a un collaboratore. L’operazione avrebbe sottratto l’immobile al patrimonio di Fenice srl, società successivamente dichiarata fallita, dando origine all’accusa di bancarotta fraudolenta.

La procura aveva espresso il proprio consenso al patteggiamento. La pena concordata, pari a dieci mesi in continuazione, è stata convertita in una sanzione economica da 90mila euro. Corona aveva già versato un risarcimento all’Agenzia delle entrate e aveva collegato la nuova pena a una precedente condanna definitiva per il fallimento di un’altra società a lui riconducibile.

L’assoluzione della madre

Per Gabriella Privitera, difesa dall’avvocata Cristina Morrone, lo stesso pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione. La richiesta si basava sulla valutazione che la donna non fosse consapevole del ruolo societario e delle manovre finanziarie attribuite al figlio.

Il difensore di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa, ha espresso soddisfazione per l’esito del procedimento. Ha ricordato che i fatti risalgono al 2007 e ha definito il provvedimento del Tribunale di Milano un risultato positivo e improntato al buon senso, sottolineando la lunga esposizione giudiziaria del suo assistito.