Bologna (BO)

Scontro verbale tra creator e antifascisti in Bolognina

Polizia schierata fra residenti e videomaker durante un sopralluogo contestato.

Giovedì pomeriggio, in Bolognina, alcuni residenti antifascisti e una dozzina di content creator, youtuber e appassionati di arti marziali si sono trovati faccia a faccia. Tra loro c’era il bolognese di seconda generazione JollyTime, con una telecamera e una bandiera italiana. La situazione si è rapidamente surriscaldata e la polizia è intervenuta per separare i due gruppi.

Gli agenti hanno formato un cordone tra le parti. Lo scontro, secondo quanto riportato, è rimasto sul piano verbale. Il movimento Bolognina antifascista ha accusato l’influencer di essersi presentato nel quartiere insieme a una decina di persone definite fasciste olandesi, sostenendo che il gruppo avrebbe importunato famiglie e bambini. JollyTime ha risposto filmando la scena con il telefono e contestando le accuse: a suo dire, gli sarebbe stato detto di essere fascista per aver esibito la bandiera italiana e di dover lasciare Bologna.

Il sopralluogo tra via di Vincenzo e via Tiarini

L’episodio è iniziato quando alcuni residenti hanno riconosciuto JollyTime e i suoi accompagnatori tra via di Vincenzo e via Tiarini, area della Bolognina interessata in passato da interventi delle forze dell’ordine per episodi di spaccio e criminalità. In seguito, militanti di collettivi e movimenti di sinistra si sono radunati per contestare quello che il gruppo definiva un sopralluogo sul degrado del quartiere.

All’anagrafe Ambrose Omo Irogho, JollyTime ha 32 anni ed è di origini nigeriane. Da alcuni anni vive a Bologna e ha raggiunto notorietà sui social pubblicando video dedicati a situazioni di degrado e piccolo spaccio in parchi e luoghi pubblici. Lo scorso luglio aveva partecipato a un presidio a favore delle forze dell’ordine dopo l’arresto e la morte di Abderrahim Fakir. In quell’occasione era comparso accanto a Simone Carabella, autore di contenuti simili. JollyTime è stato inoltre ospite in più occasioni del programma radiofonico La Zanzara.

Gli altri content creator presenti

Con lui c’era il danese Tom van Den Heuvel, 31 anni, autore del canale Dutch Travel Maniac. I suoi reportage sono dedicati a sicurezza e criminalità in diverse città europee e in altre aree del mondo. Nei video interagisce direttamente con residenti, spacciatori e persone coinvolte in situazioni di tensione, raccontando anche episodi di minacce o tentativi di aggressione. In alcuni contenuti ha difeso il proprio approccio e replicato alle critiche di chi lo accusa di mostrare soltanto gli aspetti negativi dei luoghi visitati.

Accanto a van Den Heuvel si trovava Fred Willis, bodyguard ed esperto di tecniche di autodifesa, fondatore del canale Fred The Bodyguard. Il gruppo comprendeva anche amici e collaboratori stranieri interessati ad arti marziali e sistemi di combattimento. Al sopralluogo hanno partecipato, tra gli altri, il content creator fiorentino Leonardo Ciaramelli, fondatore della pagina Il mondo che vorrei, e il vlogger TravelADHD.

La presenza del gruppo ha alimentato reazioni contrapposte tra i bolognesi. Sui social alcuni utenti hanno definito i partecipanti neonazisti e ne hanno contestato la presenza in città; altri hanno invece accusato i centri sociali di tollerare illegalità e degrado. Altri commenti hanno espresso sostegno a JollyTime, sottolineando il contrasto tra le sue denunce e la contestazione ricevuta durante il sopralluogo. La polizia ha mantenuto separati i due schieramenti, senza che venissero riferiti scontri fisici.