Bologna è stata teatro di circa sei ore di scontri e danneggiamenti al termine della manifestazione contro il caro vita Italia in piazza. Secondo la ricostruzione della Questura, i disordini, iniziati nelle strade del centro, si sono spostati verso la stazione e la Bolognina, fino a piazza Lucio Dalla. Un idrante delle forze dell’ordine è rimasto in azione per diverse ore.
Durante gli scontri sono stati lanciati bombe carta, bidoni della spazzatura e cartelli stradali. Sono stati inoltre danneggiati i basoli dei marciapiedi, i banconi di un Burger King in piazza Medaglie d’Oro, cassonetti e biciclette Mobike. Alcuni muri della basilica di San Petronio sono stati vandalizzati e diversi materiali sono stati dati alle fiamme.
Le persone coinvolte e le indagini
La Questura ha comunicato l’arresto di cinque persone, quattro delle quali minorenni, nate tra il 2008 e il 2010. I giovani sono stati deferiti, a vario titolo, per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e travisamento durante una manifestazione pubblica.
Tra i minorenni arrestati c’è anche una ragazza di 16 anni, nata a Imola e cittadina tunisina. Secondo quanto riferito dagli investigatori, la giovane aveva con sé un coltello lungo 18 centimetri e due paia di forbici con punte acuminate.
Nel corso delle attività sono state identificate circa 50 persone. Dieci manifestanti sono stati accompagnati in Questura e sette risultano già denunciati. Per gli altri, ha spiegato la Questura bolognese, sono in corso accertamenti per definire le eventuali responsabilità individuali e identificare ulteriori persone coinvolte.
Il bilancio degli scontri
Il bilancio aggiornato parla di 75 feriti tra le forze dell’ordine, 18 dei quali con prognosi comprese tra 10 e 30 giorni. Sono stati inoltre danneggiati dodici automezzi della polizia. Gli investigatori stanno esaminando le immagini e gli elementi raccolti durante la manifestazione per ricostruire le singole condotte.
La Questura riferisce che la mobilitazione sarebbe stata rilanciata anche attraverso i social network, con TikTok rivolto soprattutto ai più giovani e Telegram utilizzato per gruppi organizzati. Alla manifestazione avrebbero partecipato persone provenienti anche da altre città della regione. Nel corteo erano presenti esponenti di sigle studentesche e collettivi, oltre ad attivisti arrivati da fuori Bologna. Le autorità valutano anche l’ipotesi che alcuni partecipanti abbiano tentato di replicare episodi avvenuti recentemente in Francia.