Bergamo (BG)

Rimpatriato a Bergamo l’uomo delle tegole contro la polizia

Quattro persone sono state allontanate dall’Italia dopo verifiche amministrative e giudiziarie.

È stato rimpatriato in Nigeria il cittadino nigeriano arrestato a Bergamo dopo essersi barricato sul tetto di un’abitazione e aver lanciato tegole contro gli agenti. L’operazione è stata eseguita dalla polizia di Stato dopo la scarcerazione dell’uomo, classe 1993, avvenuta tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre. Nello stesso periodo sono stati portati a termine altri tre rimpatri, riguardanti un secondo cittadino nigeriano, una donna albanese e una cittadina venezuelana.

L’intervento sul tetto e il rimpatrio

Il primo uomo era arrivato in Italia nel 2016, attraverso la frontiera di Lampedusa. Era stato arrestato il 13 settembre con le accuse di resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale. Durante l’intervento aveva aggredito e minacciato gli operatori, per poi rifugiarsi sul tetto di una casa disabitata.

Dall’edificio aveva iniziato a lanciare tegole e altri oggetti contro le forze dell’ordine, riuscendo a colpire un agente. La situazione si era conclusa soltanto dopo una lunga negoziazione. L’uomo era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere e, nel frattempo, il suo permesso di soggiorno era stato revocato.

Dopo la scarcerazione, disposta per la cessazione delle esigenze cautelari, il cittadino nigeriano è stato rintracciato dal personale della Questura. Gli operatori hanno avviato le procedure previste, ottenendo il decreto di espulsione del prefetto e la convalida dell’accompagnamento alla frontiera da parte del giudice di pace. L’uomo è stato quindi scortato all’aeroporto di Malpensa e imbarcato su un volo diretto in Nigeria. Per lui è stato disposto anche il divieto di reingresso in Italia per cinque anni.

Gli altri tre provvedimenti

La seconda operazione ha riguardato una cittadina albanese, classe 1998, con precedenti penali e destinataria di una pena complessiva di sette anni, tre mesi e tre giorni di reclusione. La condanna comprendeva reati legati alla produzione, al traffico e alla detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope, oltre a evasione e detenzione abusiva di armi. Terminati gli accertamenti e gli adempimenti amministrativi e giudiziari, la questura ha eseguito l’espulsione accompagnando la donna alla frontiera per il rimpatrio in Albania.

Gli altri due interventi hanno riguardato un cittadino nigeriano di 50 anni e una cittadina venezuelana, classe 1997. Il primo è stato espulso l’8 ottobre con accompagnamento alla frontiera di Milano Malpensa. Nei suoi confronti, la commissione territoriale di Brescia aveva disposto la cessazione dello status di protezione sussidiaria precedentemente riconosciuto. Rimpatriato nel Paese d’origine, dovrà rispettare un divieto di reingresso in Italia della durata di tre anni.

La cittadina venezuelana, invece, si era trattenuta in Italia violando le disposizioni sui soggiorni di breve durata. Dopo il completamento delle procedure previste dalla normativa, la questura ha dato esecuzione al provvedimento di espulsione, procedendo al suo allontanamento dal territorio nazionale.