La società Plures ha presentato un ricorso al Tar contro la delibera tariffaria dell’Ato Toscana Centro, riaprendo il confronto sui costi del servizio di gestione dei rifiuti. La vicenda coinvolge anche il Comune di Pistoia, che ha espresso rammarico per la scelta di affidare a un giudice il rapporto tra l’autorità d’ambito e il gestore.
Secondo l’amministrazione comunale, i rapporti tra Ato e Plures non dovrebbero essere regolati nelle aule giudiziarie, anche perché all’interno di entrambi i soggetti sono presenti le medesime amministrazioni comunali. L’obiettivo indicato dal Comune è quello di superare la contrapposizione e riportare la discussione in una sede politica e tecnica, con regole certe, maggiore trasparenza sui costi e un servizio efficiente per utenti e territori.
Il confronto chiesto dal Comune
L’amministrazione ricorda di aver promosso, nell’agosto scorso, un’iniziativa istituzionale per favorire il dialogo. Una lettera firmata dal sindaco era stata indirizzata ai maggiori azionisti di Plures con la richiesta di aprire immediatamente un tavolo tecnico tra Ato e gestore. L’invito, riferisce il Comune, non sarebbe stato raccolto da tutti i Comuni interpellati.
Per Giovanni Capecchi, l’assenza di un confronto ha contribuito a determinare la situazione attuale, descritta come l’ennesimo contenzioso giudiziario. Il ricorso, secondo la posizione dell’amministrazione, aumenta l’incertezza sia sulle prospettive del servizio sia sulla definizione delle tariffe a carico della comunità. Il Comune ha inoltre riferito di aver appreso con stupore che l’atto di Plures è stato notificato anche ai Comuni soci senza una preventiva informazione.
Qualità del servizio e revisione della spesa
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore all’Ambiente Mattia Nesti, che ha richiamato la necessità di conciliare la qualità del servizio con la sostenibilità economica. La definizione dei costi ammissibili in tariffa viene riconosciuta come una questione tecnica, ma l’amministrazione sottolinea di avere il dovere di tutelare in via prioritaria gli interessi dei cittadini.
La posizione espressa dal Comune prevede da un lato il riconoscimento a Plures delle risorse e degli investimenti necessari a migliorare il servizio e la tutela ambientale. Dall’altro, viene evidenziata la crescita dei costi aziendali, ritenuta incompatibile con l’assenza di una revisione approfondita della spesa. Per l’amministrazione, gli investimenti destinati al territorio devono procedere insieme a una gestione più efficiente delle risorse.
Il ricorso al Tar trasferisce ora il confronto sul piano giudiziario, mentre resta aperta la richiesta del Comune di individuare una sede condivisa tra autorità d’ambito, società di gestione e amministrazioni socie. Al centro rimangono la definizione delle tariffe, la sostenibilità dei costi e la certezza delle regole per il servizio rivolto alla comunità.