Ponti sul Mincio (MN)

Ponti sul Mincio, demolita la ciminiera della centrale A2A

Il manufatto compie sessant’anni: sfuma l’ipotesi di una torre panoramica; il municipio solleva dubbi su costi, rumori e viabilità.

Il progetto per trasformare la ciminiera dismessa della centrale termoelettrica di Ponti sul Mincio in un belvedere con vista sul lago di Garda non sarà realizzato. La proprietà, A2A Gencogas Spa, ha depositato al protocollo del Comune la comunicazione di avvio dei lavori di demolizione. Le attività di cantiere partiranno domani e avranno una durata complessiva stimata in circa dieci mesi.

L’intervento avrà un costo di 970mila euro. La struttura, che proprio questo ottobre ha compiuto sessant’anni, verrà quindi abbattuta nonostante i tentativi messi in campo per conservarla e darle una nuova funzione. La ciminiera era stata indicata come possibile punto panoramico e attrazione turistica per il territorio affacciato sul Garda.

Il progetto di riqualificazione

Non è bastato l’intervento in extremis della Regione, attraverso l’interessamento dell’assessore Alessandro Beduschi. Per la torre era stato bandito anche un concorso di idee di respiro internazionale, ma il progetto è poi sfumato dopo il venir meno della fattibilità tecnico-economica. Le autorizzazioni sono scadute e, per mantenere in piedi la struttura, sarebbe stata necessaria una richiesta della proprietà al ministero finalizzata alla revisione del primo progetto, dal valore di 6 milioni di euro.

Il Comune aveva ipotizzato una soluzione più contenuta, concentrata sul restyling esterno dell’ex camino. Un intervento considerato economicamente più sostenibile e utile a salvaguardare la ciminiera in attesa di individuare, in futuro, risorse e condizioni per una riqualificazione più ampia. Anche questa prospettiva, però, non si è concretizzata prima dell’avvio delle procedure di demolizione.

Le contestazioni del sindaco

Il sindaco Massimiliano Rossi parla di una chiara sconfitta politica per il territorio mantovano. Secondo il primo cittadino, la somma destinata all’abbattimento avrebbe potuto essere impiegata per conservare una torre che, a suo giudizio, non rappresentava un pericolo né creava disagi. Rossi contesta quindi la scelta di eliminare una struttura che avrebbe potuto essere riqualificata e diventare un’attrazione per i visitatori.

Il sindaco ha inoltre espresso preoccupazione per l’impatto ambientale e logistico del cantiere. Tra le questioni sollevate ci sono lo smaltimento del cemento armato, la presenza di polveri e rumori, l’ingresso e l’uscita dei camion e i percorsi che saranno utilizzati dai mezzi pesanti. Rossi teme possibili ripercussioni anche sul turismo e chiede una maggiore condivisione sulle modalità di esecuzione dei lavori, pur dichiarandosi certo che dovranno essere rispettate le normative.