Proseguono gli accertamenti sulla collisione tra una moto e un tir avvenuta lunedì sera lungo via Zanica. Nell’incidente ha perso la vita Tommaso Nava, mentre il padre Diego, che si trovava alla guida del mezzo a due ruote, è ancora ricoverato in ospedale in condizioni gravi.
La pm Carlotta De Luca ha disposto una perizia cinematica per ricostruire con precisione le fasi dello schianto. L’obiettivo è stabilire la posizione dei veicoli, le rispettive traiettorie e le cause che hanno portato all’impatto, chiarendo se il mezzo pesante abbia invaso la corsia della moto oppure se il conducente della due ruote abbia perso il controllo.
Le ipotesi sulla dinamica
La moto percorreva il rettilineo di via Zanica in direzione di Azzano. Padre e figlio stavano rientrando verso il paese, dove Tommaso vive con la madre Alessia Saccani e dove risiede anche il 52enne. Alla loro destra si trovava l’uscita dell’azienda Elcograf, dalla quale il camion si stava immettendo sulla strada.
Tra gli aspetti da verificare c’è la possibilità che il tir si sia spinto oltre lo stop, anche solo parzialmente, entrando nella corsia percorsa dalla moto. L’altra ipotesi è che Diego Nava abbia perso il controllo del mezzo per una ragione ancora da accertare, finendo contro il camion. Sarebbe questa la ricostruzione riferita dal conducente del mezzo pesante subito dopo lo schianto.
L’indagine sul camionista
Il conducente del tir, un 50enne italiano, ha dichiarato di essere uscito dalla ditta e di essersi trovato la moto davanti, con la sensazione che il motociclista non riuscisse più a governarla. L’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale.
L’iscrizione, precisano gli accertamenti, rappresenta anche una garanzia per il camionista, che può nominare un proprio consulente e partecipare agli accertamenti tecnici disposti dalla procura. Intanto Diego Nava resta ricoverato in gravi condizioni, mentre ad Azzano si attende il nullaosta della procura per poter fissare i funerali di Tommaso.