Nazionale

Fakir positivo alla ‘coca’, per il legale: “Questo non cancella l’accaduto”

Fakir positivo alla ‘coca’, per il legale: “Questo non cancella l’accaduto”

“Decidono la causa della morte prima degli accertamenti”. A dirlo, in un post su Facebook, è l'avvocato Fabio Anselmo, legale dei familiari di Abderrahim Fakir, il 43enne morto durante un intervento di polizia al quartiere Pilastro di Bologna lo scorso 19 luglio. “Oggi -scrive l'avvocato nel lungo messaggio- iniziano le operazioni di accertamento tossicologico, con prelievi e analisi che richiederanno diversi giorni". Eppure, sottolinea, "c'è già chi, come avevo previsto fin dall'inizio, sembra aver deciso quale dovrà essere la causa della morte di Fakir: la cocaina. Una conclusione pronta ancora prima degli accertamenti, nonostante le immagini terribili di quel filmato, le urla di dolore, quel 'non respiro, non respiro' pronunciato mentre subisce una compressione violenta e prolungata che termina con la sua morte". Il legale precisa che “il primo test sulla cocaina è positivo e sarà quindi necessario stabilire con precisione quantità, tempi e reale incidenza di quella sostanza, ma per qualcuno -puntualizza- sembra già sufficiente per trasformarla nella spiegazione di tutto, cancellando ciò che è accaduto davanti a una telecamera". Nel ribattere a chi, secondo lui, ha già attribuito alla cocaina la morte di Fakir, l'avvocato ripercorre vicende già note. "Conosciamo questi schemi e sappiamo quanto spesso siano stati utilizzati anche davanti ad altre morti drammatiche, da Federico Aldrovandi a Riccardo Magherini, fino a Stefano Cucchi – scrive- per il quale persino dopo la condanna definitiva per omicidio preterintenzionale Matteo Salvini trovò il modo di commentare dicendo che 'la droga fa male'. Una cosa, però, è certa e non è seriamente né onestamente possibile metterla in discussione -conclude l'avvocato della famiglia- droga o non droga, senza quell'intervento, senza quella compressione violenta e prolungata, Fakir non sarebbe morto in quel modo e in quel momento".