Milano (MI)

Park Towers, confermato il sequestro da 12,5 milioni

La misura riguarda Bluestone e due amministratori nell’indagine sull’uso dei crediti Sismabonus per opere antisismiche.

Il Tribunale del Riesame di Milano ha confermato il sequestro preventivo di 12,5 milioni di euro nei confronti dei costruttori delle Park Towers, il complesso residenziale realizzato nel quartiere di Crescenzago. Il provvedimento era stato richiesto dalla Procura milanese e disposto in precedenza dalla giudice per le indagini preliminari Angelica Cardi.

La vicenda rientra nell’inchiesta sull’urbanistica avviata a Milano. Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri e degli investigatori della Guardia di Finanza, la società Bluestone e i suoi amministratori avrebbero utilizzato, senza averne titolo, crediti d’imposta legati al Sismabonus dell’85 per cento. Le agevolazioni sarebbero state impiegate per interventi di efficientamento edilizio e antisismico realizzati nell’ambito della ristrutturazione delle due torri.

La contestazione sui crediti fiscali

Per la Procura, però, le Park Towers erano già state qualificate come nuova costruzione. Di conseguenza, secondo l’accusa, non avrebbero potuto beneficiare degli incentivi previsti per quel tipo di interventi. È su questo presunto utilizzo irregolare dei crediti fiscali che si concentra una parte dell’indagine e che ha portato alla richiesta di congelare le somme riconducibili all’operazione.

Nel confermare il decreto di sequestro, i giudici hanno anche riqualificato l’ipotesi di reato: dalla truffa aggravata all’indebita percezione di erogazioni pubbliche. Le motivazioni della decisione non sono ancora state depositate e, pertanto, non sono disponibili le argomentazioni complete alla base del provvedimento del Riesame.

Indagati e attività investigative

Nell’inchiesta risultano indagati il patron del gruppo immobiliare Bluestone e il responsabile dello sviluppo. Il primo provvedimento cautelare aveva portato al sequestro di una somma superiore ai 12 milioni di euro, ritenuta collegata alla vicenda oggetto degli accertamenti.

Il Riesame ha inoltre ritenuto corretto il decreto relativo alla perquisizione e al sequestro di telefoni e documenti, considerati funzionali alla ricerca di elementi utili e al congelamento del denaro. Per i giudici, gli atti investigativi erano sostenuti da indizi di colpevolezza rilevanti e risultavano quindi giustificati rispetto agli obiettivi dell’indagine. Le contestazioni restano comunque nell’ambito della fase investigativa e dovranno essere valutate nel prosieguo del procedimento.