Due coniugi di origine centrafricana, residenti a Modena e di età compresa tra i 45 e i 50 anni, sono indagati per maltrattamenti in famiglia nei confronti della figlia adolescente. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la ragazza avrebbe subito per anni umiliazioni, aggressioni verbali e percosse all’interno dell’abitazione.
Le condotte contestate si sarebbero protratte dal 2018 al 2023. Alla base dei contrasti ci sarebbero state discussioni legate al modo di vestire della studentessa, all’uso del cellulare e alla sua volontà di chattare con le amiche. In altri casi, i diverbi sarebbero nati dal rifiuto della minorenne di svolgere alcune pulizie domestiche richieste dai genitori.
L’allarme partito dalla scuola
A far emergere la situazione sarebbero stati alcuni docenti, che si sono accorti dei lividi presenti sul corpo della ragazza e della sua sofferenza. Dopo la segnalazione sono scattate le indagini, con il coinvolgimento dei servizi sociali, per ricostruire quanto accaduto e verificare le condizioni della minorenne.
La giovane è stata ascoltata durante la fase investigativa, ma finora non è stata sentita in contraddittorio. Per questo il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio della coppia, mentre nell’udienza fissata per esaminare la richiesta è stata ritenuta necessaria una nuova audizione nell’ambito di un incidente probatorio.
La valutazione sulla testimonianza
L’incidente probatorio dovrà consentire di ascoltare la ragazza con le garanzie previste dalla procedura e di valutare la sua capacità di testimoniare. L’udienza è stata quindi rinviata e il 5 novembre sarà conferito l’incarico al perito chiamato a esaminare la condizione psicologica della minorenne.
Solo dopo questo passaggio sarà valutata la prosecuzione del procedimento nei confronti di entrambi i genitori, accusati del grave reato di maltrattamenti in famiglia. Le contestazioni dovranno essere esaminate nelle successive fasi giudiziarie, sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori e delle dichiarazioni della ragazza.