Bologna (BO)

Via Toscana verso il limite a 30 dopo l’investimento della ciclista

Palazzo d’Accursio apre all’ipotesi, mentre le associazioni chiedono dispositivi fisici e verifiche

Via Toscana va verso l’introduzione del limite di velocità a 30 chilometri orari. La decisione politica è stata annunciata dal Comune di Bologna dopo l’incidente che ha coinvolto una ciclista di 35 anni, investita domenica e ancora ricoverata in Rianimazione all’Ospedale Maggiore.

L’assessore comunale alla Mobilità Michele Campaniello si è espresso a favore dell’abbassamento della velocità lungo la direttrice, al confine con Rastignano. Il tema è stato affrontato anche durante la seduta del Consiglio comunale, mentre i comitati impegnati sulla sicurezza stradale hanno organizzato un presidio in via Toscana.

La richiesta dei comitati

La rete Bologna 30 ha accolto l’orientamento dell’amministrazione come un primo passo, ma chiede che il nuovo limite sia accompagnato da interventi concreti. La portavoce Sara Poluzzi ha indicato in particolare la necessità di installare rallentatori fisici e di rafforzare i controlli della Polizia locale.

Secondo il comitato, l’eventuale provvedimento dovrebbe diventare operativo in tempi brevi. La rete di associazioni e i comitati di quartiere sostengono da anni l’estensione del limite a 30 chilometri orari nelle strade cittadine individuate dal progetto della Città 30. L’auspicio espresso è che non debbano verificarsi nuovi incidenti gravi o mortali prima di intervenire anche sui tratti ancora regolati a 50 chilometri orari.

Tra le strade citate figurano via Emilia Levante e via Emilia Ponente, oltre ai tratti ancora esclusi di via Massarenti, via Costa e via San Donato. Per Bologna 30, la riduzione della velocità dovrebbe quindi essere inserita in un quadro più ampio di misure per proteggere chi si sposta in bicicletta e gli altri utenti vulnerabili.

La dinamica dell’investimento

La ciclista ferita resta ricoverata in prognosi riservata. Stando alle prime ricostruzioni della Polizia locale, l’automobilista avrebbe perso il controllo del mezzo, invaso la corsia opposta e colpito la donna, che stava pedalando insieme ad altre due persone. L’incidente ha coinvolto un’auto e un gruppo di ciclisti.

La sicurezza di chi viaggia sulle due ruote è da anni al centro del dibattito pubblico. Nel 2026, secondo i dati riportati nel testo, sono già 183 gli utenti della bicicletta, sportivi o semplici pedalatori, travolti e uccisi da automobili. Tra le vittime ricordate figurano anche i ciclisti professionisti Michele Scarponi e Davide Rebellin.

Sul tema è impegnata anche la Fondazione Scarponi, guidata da Marco Scarponi, fratello di Michele. Tra le misure indicate dall’organizzazione rientra il limite di 30 chilometri orari, considerato utile a ridurre la violenza degli impatti e ad aumentare il tempo a disposizione degli automobilisti per accorgersi dei pericoli e frenare.