Un patrimonio da un milione e mezzo di euro è finito sotto sequestro tra Roma, Sezze e Roccagorga. Nel mirino dei Carabinieri beni immobili, attività commerciali, automobili e conti correnti riconducibili a Stefano Bernardi, 64 anni, e Stefano Cerelli, 37 anni. Secondo gli investigatori, sarebbero stati acquistati con capitali di provenienza illecita e intestati fittiziamente a familiari per eludere le misure di prevenzione.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma, su richiesta della Procura di Latina, ed eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo con il supporto delle Compagnie di Latina, Terracina e Formia. Un’indagine patrimoniale durata oltre due anni, dalla fine del 2023 al febbraio 2026. Gli accertamenti avrebbero ricostruito un sistematico reimpiego di capitali illeciti nell’acquisto di immobili, automobili e attività commerciali. I due avrebbero accumulato il patrimonio in un periodo in cui, secondo gli inquirenti, manifestavano una spiccata pericolosità sociale.
Bernardi, originario di Roccagorga, ha precedenti penali fin dalla giovane età e una condanna definitiva nel 2016 per il suo ruolo nel traffico e nella distribuzione di droga. Cerelli è stato coinvolto nell’operazione antidroga Il Tempio e condannato nel luglio 2022 a sette anni con rito abbreviato. Secondo gli inquirenti era il leader del gruppo dedito allo spaccio tra Roccagorga e Sezze. Per due anni è stato inoltre sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, terminata lo scorso febbraio.
Tre gli immobili sequestrati tra Sezze e Roccagorga un appartamento, un ristorante e un bar-tabacchi. Il provvedimento riguarda anche i beni aziendali delle due attività, quattro automobili, tra cui due di lusso e una utilizzata per cerimonie, e altre due società attive nell’edilizia e nell’organizzazione di eventi. Sotto sequestro, infine, i conti correnti intestati ai due uomini, alle società riconducibili a loro e ai familiari più stretti.