Nazionale

Insulti sessisti a Ferrieri Caputi, la Figc apre un’indagine

Offese dagli spalti durante la sfida del Sinigaglia; sotto esame anche il rigore tolto ai lagunari

La Figc ha aperto un’indagine sugli insulti sessisti rivolti a Maria Sole Ferrieri Caputi durante Como-Venezia, disputata domenica 1 novembre allo stadio Sinigaglia e conclusa con la vittoria dei padroni di casa per 1-0. Le frasi pronunciate dagli spalti sono state captate dai microfoni di Dazn durante la telecronaca e hanno aggiunto un caso disciplinare alle polemiche già nate nel corso della partita.

Tra le espressioni udibili rivolte alla direttrice di gara figurano inviti come Vai a fare la pasta al sugo e Vai a passare l’aspirapolvere. Si tratta di offese legate al genere dell’arbitra, non di semplici contestazioni per una decisione tecnica. L’episodio ha riacceso l’attenzione sul sessismo negli stadi e sulla necessità di contrastare gli attacchi personali nei confronti delle donne impegnate nel calcio.

Il rigore revocato

Gli insulti sono arrivati nel contesto delle proteste per un episodio avvenuto intorno alla mezz’ora del primo tempo, sul punteggio di 0-0. Ferrieri Caputi aveva assegnato un calcio di rigore al Venezia per un presunto tocco di mano di Luis Milla. Dopo il richiamo al monitor da parte della sala Var, con Francesco Cosso e Antonio Giua indicati come primi responsabili dell’intervento, la direttrice di gara ha rivisto la decisione e revocato il penalty.

La scelta ha provocato le proteste della squadra veneta e alimentato il dibattito tra i tifosi, anche sui social network. La valutazione dell’episodio di gioco, per quanto contestata, non può però diventare un pretesto per insulti discriminatori. Alla partita era presente in tribuna anche Daniele Orsato, designatore arbitrale. La gestione dell’intervento del Var è finita a sua volta al centro delle valutazioni tecniche degli organi arbitrali.

La posizione dell’Aia

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione italiana arbitri. Il presidente Francesco Massini ha condannato ogni forma di insulto sessista, discriminazione e violenza verbale contro le associate, sottolineando che negli organici dell’Aia sono presenti oltre 2.200 donne. Secondo il presidente, alle arbitre devono essere riconosciuti rispetto e considerazione.

Il richiamo dell’Aia riguarda non soltanto la massima serie. Episodi di questo tipo, è stato ricordato, si verificano anche nei campionati giovanili e dilettantistici. L’indagine federale dovrà ora chiarire la portata delle offese pronunciate dagli spettatori presenti al Sinigaglia e gli eventuali profili disciplinari della vicenda.