Laives (BZ)

Malore dopo il freebase: due denunciati a Laives

Sequestrati 10,75 grammi e un bilancino; l’Arma segnala un secondo episodio recente legato alla cocaina fumata.

Una richiesta di soccorso per un malore ha portato i Carabinieri della Stazione di Laives a intervenire in un’abitazione, dove è emerso un caso di consumo di cocaina attraverso la pratica del freebase. L’allarme è scattato nella mattinata di venerdì 31 ottobre, quando una quarantenne ha chiamato il Numero Unico di Emergenza 112 riferendo che un uomo di 35 anni, con cui aveva trascorso la notte, aveva accusato un malore dopo avere assunto sostanze stupefacenti.

La pattuglia è arrivata insieme al personale sanitario della Croce Rossa Italiana. Dagli accertamenti è emerso che i due avevano consumato cocaina fumandola dopo averla sottoposta alla procedura nota come freebase, una modalità diversa dall’assunzione della sostanza in polvere.

La perquisizione e le ricerche

Nel corso delle verifiche all’interno dell’abitazione, i militari hanno trovato e sequestrato 10,75 grammi di cocaina e un bilancino di precisione. Alla vista dei Carabinieri, l’uomo avrebbe tentato di allontanarsi dall’edificio, facendo scattare ulteriori ricerche sul territorio di Laives.

Gli accertamenti hanno portato i militari a ipotizzare che il 35enne si trovasse in un altro immobile della zona. I Carabinieri della Stazione di Laives, con il supporto dei colleghi della Stazione di Bronzolo e dei Vigili del fuoco volontari, sono entrati nell’edificio e lo hanno perquisito, senza però trovare la persona cercata né altro materiale utile alle verifiche.

Al termine dell’intervento, la donna e l’uomo sono stati denunciati in stato di libertà all’Autorità giudiziaria. La droga e il bilancino sono stati posti sotto sequestro. Per gli investigatori, il caso assume particolare rilievo perché rappresenterebbe il secondo episodio in poche settimane registrato nell’abitato di Laives con consumo di cocaina attraverso il freebase.

Cos’è la pratica del freebase

Il freebase consiste nella trasformazione chimica della cocaina in polvere in una forma a base libera, utilizzando sostanze come ammoniaca o bicarbonato di sodio. Il prodotto viene poi fumato, spesso attraverso dispositivi artigianali, inalando i vapori generati dal riscaldamento. Gli effetti possono comparire in pochi secondi e risultare molto intensi, ma tendono a esaurirsi rapidamente.

Secondo quanto riferito dai Carabinieri, proprio la combinazione tra rapidità e intensità degli effetti può favorire il desiderio di ripetere l’assunzione e aumentare il rischio di dipendenza. Tra le conseguenze indicate figurano aritmie cardiache, infarti, convulsioni e overdose, oltre ad allucinazioni e stati paranoidi. L’inalazione espone inoltre le vie respiratorie a sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene, con possibili gravi danni ai polmoni.