Un trentenne italiano è stato raggiunto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex compagna, una ragazza di 18 anni. L’uomo è indagato per stalking, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. La relazione tra i due si era conclusa da circa un anno, ma secondo quanto ricostruito dagli investigatori il trentenne avrebbe continuato a manifestare una forte gelosia nei confronti della giovane, arrivando anche a rivolgerle minacce di morte.
Tra le frasi riportate negli atti del procedimento ci sarebbe anche la minaccia di fare del male alla ragazza e all’eventuale nuovo compagno qualora li avesse trovati insieme. Le presunte condotte intimidatorie avrebbero coinvolto anche la madre della diciottenne, destinataria a sua volta di minacce e insulti in alcune circostanze.
L’aggressione nella discoteca
L’episodio più recente, avvenuto circa un mese prima dell’applicazione della misura, si sarebbe verificato all’interno della discoteca Deus. I due avrebbero avuto un alterco dopo che una bevanda era finita sugli abiti dell’uomo. Secondo la ricostruzione contenuta nelle carte, il trentenne avrebbe afferrato l’ex compagna per i capelli e l’avrebbe colpita con pugni al volto, insultandola e spingendola infine contro alcune auto in sosta.
La ragazza avrebbe riportato lesioni guaribili in 45 giorni. Sul posto sarebbe intervenuta la polizia per prestarle soccorso, mentre l’indagato avrebbe opposto resistenza agli agenti. Per questo episodio deve rispondere anche dell’ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale. Nella stessa notte, sempre secondo gli atti, l’uomo si sarebbe presentato sotto l’abitazione dei genitori dell’ex compagna, continuando a insultarla.
Le testimonianze e la misura cautelare
Il quadro accusatorio è stato ricostruito attraverso le dichiarazioni raccolte dagli investigatori da almeno sette persone e mediante l’acquisizione di screenshot delle conversazioni telefoniche tra i due. La giovane, secondo quanto descritto nel procedimento, avrebbe vissuto un grave stato d’ansia e per un lungo periodo non avrebbe trovato il coraggio di presentare querela.
Lo scorso lunedì 26 ottobre il gip Marco Casavecchia ha disposto il divieto di avvicinamento. L’indagato non potrà avvicinarsi a meno di un chilometro dai luoghi abitualmente frequentati dalla ragazza. Dovrà inoltre indossare il braccialetto elettronico; in caso di rifiuto o di indisponibilità del dispositivo, è previsto il trasferimento agli arresti domiciliari.
La presunta vittima è assistita dall’avvocata Giovanna Augusta de’ Manzano, mentre il trentenne è difeso d’ufficio dall’avvocato Gianluca Leonardo Brizzi. La professionista della giovane ha sottolineato la difficoltà, per una ragazza appena maggiorenne, di affrontare un percorso giudiziario e le conseguenze del trauma legato alla violenza.