C’è anche Ferrara nell’operazione coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma che ha portato a tre arresti e al sequestro di beni aziendali e conti correnti per un valore complessivo di almeno 2 milioni di euro. Il provvedimento ha interessato il capoluogo emiliano e Aprilia, nel Lazio, nell’ambito di un’indagine su presunte estorsioni, autoriciclaggio e spaccio di stupefacenti.
Nella mattinata di giovedì 22 ottobre, nella zona artigianale della Piccola Media Industria, i carabinieri hanno eseguito il sequestro preventivo del kartodromo di via Cesare Diana, vietando l’accesso all’impianto utilizzato in concessione dall’Asd XBikes 2.0 Circuit. Il provvedimento rientra nelle misure disposte nei confronti dei tre arrestati, gravemente indiziati, a vario titolo, di estorsione, tentata estorsione e autoriciclaggio, con l’aggravante del metodo mafioso per alcune contestazioni, oltre che di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Le ipotesi degli investigatori
Due persone sono state condotte in carcere, mentre la terza è stata sottoposta agli arresti domiciliari. I militari hanno inoltre eseguito perquisizioni in altre regioni nei confronti di 17 ulteriori indagati. Secondo l’ipotesi investigativa, riferita dal quotidiano online Latina Editoriale Oggi, l’inchiesta sarebbe collegata a un traffico di cocaina i cui proventi sarebbero stati reinvestiti nella gestione di piste di kart, utilizzate anche come basi logistiche per lo spaccio.
Tra gli impianti coinvolti figurerebbero una pista ad Acerra, in provincia di Napoli, e quella gestita dall’associazione sportiva dilettantistica ferrarese. Gli investigatori ipotizzano che parte del denaro proveniente dalla vendita di droga sia stata reimmessa nell’economia legale per finanziare e sviluppare le attività delle due associazioni. Per il reinvestimento destinato alla pista di Acerra è contestata anche l’aggravante del metodo mafioso, mentre tale aggravante non risulta contestata in relazione all’impianto di Ferrara.
Dalle denunce all’inchiesta
L’indagine, condotta dal novembre 2023 al luglio 2025, è partita dalla denuncia di un tentativo di estorsione. Secondo la ricostruzione accusatoria, due degli arrestati avrebbero fatto pressioni sul proprietario di una pista di kart di Latina per ottenere la cogestione dell’impianto e imporre l’utilizzo di una specifica marca di kart e minimoto. Le intimidazioni sarebbero state rafforzate dalla forza intimidatrice derivante dalla contiguità con ambienti della ‘ndrangheta.
Tra gli indagati figura un uomo di origine calabrese, radicato sul litorale pontino, che secondo gli investigatori sarebbe stato storicamente in rapporto con la cosca Alvaro di Sinopoli, nel Reggino, e avrebbe avuto la capacità di inserirsi anche nell’ambito criminale della cosca Gallace di Guardavalle, attiva sul litorale romano. Un secondo episodio estorsivo avrebbe riguardato un lavoratore intenzionato a proseguire una causa contro l’azienda da cui dipendeva: quattro indagati avrebbero tentato di convincerlo a rinunciare, arrivando, secondo l’accusa, a minacciarlo e a picchiarlo.
L’inchiesta avrebbe inoltre documentato un’attività continuativa di spaccio, prevalentemente di cocaina, con base logistica ad Aprilia, all’interno di un kartodromo gestito dagli indagati. Il sequestro dei beni aziendali e dei conti correnti mira a colpire la componente economica delle presunte attività criminali e a interrompere i canali attraverso i quali i profitti dello spaccio sarebbero stati trasferiti nel circuito legale. Le contestazioni dovranno ora essere verificate nelle successive fasi del procedimento.