Si era reso conto di aver messo in pericolo la vita di altre persone, degli agenti e la propria. Per questo, durante l’udienza di convalida dell’arresto dello scorso 9 luglio, aveva chiesto scusa in lacrime. Il 20enne tunisino, nato e residente a Cremona, sarà processato con rito abbreviato il prossimo 28 gennaio per resistenza dopo un inseguimento in moto lungo circa 17 chilometri.
Il giovane, che non aveva la patente, era fuggito all’alt della polizia mentre guidava una Kawasaki 750, acquistata il 7 luglio. La fuga era terminata sul ponte sul Po, dove la moto si era schiantata contro la ruota di un camion. Il centauro era stato sbalzato dal mezzo, finendo nella corsia opposta. Dopo le cure ricevute in ospedale, era stato dichiarato in arresto.
La fuga tra strade e centri abitati
Gli agenti, impegnati nei consueti controlli del territorio, si erano insospettiti quando il motociclista, alla vista della pattuglia, aveva improvvisamente accelerato. Nonostante l’alt, il 20enne aveva proseguito la marcia, dando origine a un inseguimento partito da via Ghinaglia e proseguito lungo via Milano, il centro abitato di Cavatigozzi, via Acquaviva, la tangenziale, la strada provinciale 415, via dell’Artigianato e la Statale 10.
Durante la fuga avrebbe viaggiato a velocità elevata, ignorando la segnaletica e i semafori, affrontando rotatorie e tratti contromano, oltre a compiere sorpassi azzardati. In largo Moreni avrebbe anche rischiato di investire un pedone. L’incidente sul ponte ha costretto alla chiusura della Padana Inferiore, con conseguenze sulla viabilità.
I precedenti e la misura cautelare
Il giudice aveva concesso al giovane gli arresti domiciliari a Grontorto, nell’abitazione della madre. Nel 2023 gli era stato diagnosticato un disturbo paranoide della personalità. Il suo difensore, l’avvocato Cristina Pugnoli, aveva riferito che il ragazzo aveva compreso la gravità del comportamento e si era dispiaciuto per le conseguenze sulla famiglia.
Il 20enne era già stato fermato in due occasioni perché trovato alla guida di motocicli senza patente. Il 6 luglio era inoltre stato denunciato dalla Squadra Mobile dopo una perquisizione domiciliare durante la quale erano stati trovati cinque grammi di cocaina suddivisi in dosi, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento, elementi ritenuti indicativi di una possibile attività di spaccio.
Il giovane risulta anche destinatario dell’Avviso orale del Questore di Cremona, misura di prevenzione adottata in relazione ai precedenti e alla ritenuta inclinazione a delinquere. Tra gli episodi contestati figurano una denuncia del 2021 della polizia ferroviaria di Milano per lo scippo di una collanina d’oro ai danni di un passeggero sul treno Mantova-Milano, vicenda conclusa con una condanna a sette mesi di reclusione, e un arresto del 2022 per tentata rapina e danneggiamento.