La controversia sul teleriscaldamento di Como prosegue davanti al Tribunale. Dopo il lodo della Camera arbitrale per i contratti pubblici presso l’Anac, che ha condannato il Comune a versare a Comocalor 3.800.554,26 euro oltre agli interessi, l’amministrazione ha deciso di costituirsi nel nuovo procedimento avviato dalla società.
La decisione è contenuta in un atto del servizio avvocatura datato 6 ottobre 2026. Il procedimento era stato notificato al Comune il 21 settembre e, secondo quanto riportato nella determina, discende direttamente dall’arbitrato promosso da Comocalor e concluso con il lodo depositato il 18 maggio. Per l’assistenza e la difesa in giudizio è stato affidato un incarico a un legale esterno, per un costo complessivo di 46.793,98 euro.
Il precedente arbitrato
All’origine della vicenda c’è la convenzione del 1986 con cui il Comune aveva affidato a Comocalor il servizio di teleriscaldamento cittadino. La società sosteneva che alcuni interventi realizzati nell’ultimo quinquennio della concessione fossero investimenti diversi dalla normale manutenzione e dovessero quindi essere indennizzati dall’amministrazione.
Nel corso dell’arbitrato Comocalor aveva quantificato la propria richiesta in 10.367.237,88 euro, oltre a rivalutazione e interessi. Il Comune aveva contestato la pretesa e presentato una domanda riconvenzionale nei confronti dell’ex concessionario, chiedendo 14,62 milioni di euro, o in alternativa 12,13 milioni, oltre agli interessi e agli ulteriori danni. Il collegio arbitrale ha accolto solo in parte le richieste della società e ha respinto quella del Comune, condannando l’amministrazione al pagamento di 3.800.554,26 euro più gli interessi.
Il collegio ha inoltre riconosciuto la propria competenza per le controversie legate alla convenzione originaria, escludendola invece per quelle relative al rapporto successivo al 15 ottobre 2020. La decisione ha distinto la manutenzione ordinaria, rimasta a carico del concessionario, dagli interventi straordinari eseguiti verso la fine della concessione. Secondo il lodo, alcune opere avrebbero continuato a produrre benefici anche dopo la scadenza del rapporto e, in determinate condizioni, avrebbero inciso sull’equilibrio economico della concessione, rendendo possibile un indennizzo.
Il nuovo giudizio
Per la nuova causa il Comune ha confermato l’avvocato Stefano Soncini, già impegnato nel procedimento arbitrale, affiancato senza costi aggiuntivi dall’avvocata Elisabetta Parisi. La scelta è motivata dalla conoscenza della vicenda maturata dai professionisti durante il precedente contenzioso. Il compenso è stato fissato in 32.070 euro, che salgono a 46.793,98 euro includendo spese generali, contributo previdenziale e Iva.
Gli atti pubblicati dall’amministrazione non consentono di conoscere l’importo preciso richiesto da Comocalor nel nuovo procedimento, perché il ricorso notificato a settembre non è allegato alla determina. Il documento indica però che il compenso è stato calcolato applicando i parametri minimi previsti per cause civili davanti al Tribunale di valore compreso tra 4 e 8 milioni di euro. Si tratta della fascia attribuita dal Comune alla causa, non della somma che la società avrebbe necessariamente domandato.
Per definire con precisione l’oggetto economico del giudizio sarà quindi necessario esaminare il ricorso depositato in Tribunale. La vicenda resta aperta dopo la conclusione della concessione, il lodo arbitrale e la condanna dell’amministrazione, mentre il nuovo procedimento prosegue davanti alla magistratura ordinaria.