Quella che sembrava una caduta senza conseguenze gravi si è trasformata in una vicenda giudiziaria. Una 56enne, ex operatrice socio-sanitaria, ha riportato una frattura al polso dopo essere caduta dalla bicicletta e sostiene di aver perso l’uso del braccio sinistro in seguito al trattamento ricevuto al Policlinico di Monza.
La ricostruzione dell’accaduto
Secondo quanto ricostruito dalla procura e riferito dal Corriere della Sera e da Il Giorno, la donna è arrivata al pronto soccorso il 17 marzo 2023. Le sarebbe stato applicato un gesso in resina ritenuto non idoneo a contenere la frattura scomposta. In base all’accusa, sarebbe stato invece necessario procedere con un intervento chirurgico per ridurre correttamente la lesione.
La paziente avrebbe continuato a manifestare dolore anche dopo le prime cure. Nel giro di cinque giorni, le condizioni del braccio sinistro sarebbero peggiorate fino alla perdita della funzionalità dell’arto e alla necrosi della mano. La vicenda avrebbe avuto conseguenze rilevanti sulla vita quotidiana della donna e sulla sua attività lavorativa, anche per l’atrofizzazione della muscolatura.
Il procedimento giudiziario
Per i fatti sono sotto processo un medico del pronto soccorso e tre ortopedici del Policlinico. I sanitari sono imputati per lesioni colpose aggravate, accusa legata ai danni che, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbero provocato l’atrofizzazione dei muscoli dell’arto.
Il processo penale dovrebbe iniziare a novembre. Parallelamente, la donna ha avviato una causa civile nei confronti dell’ospedale per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Sarà il procedimento a stabilire eventuali responsabilità nell’assistenza prestata dopo la caduta e l’entità delle conseguenze riportate.