La Polizia di Stato ha chiuso il cerchio delle indagini sul tentato omicidio avvenuto un anno fa, l’11 ottobre 2025, nel parco della Montagnola di Bologna, dove tre giovani furono feriti con un machete e una spranga di ferro. A compiere l’aggressione erano stati, secondo quanto ricostruito anche grazie alle immagini delle videocamere di sorveglianza e a dettagli sull’abbigliamento, due fratelli tunisini di 29 e 25 anni, già noti alle forze dell’ordine e ora entrambi in carcere. Il più piccolo era stato rintracciato e arrestato a febbraio ed è stato poi condannato dal Tribunale di Bologna, con rito abbreviato, a 12 anni di reclusione. Il fratello maggiore era invece fuggito in Francia e risultava latitante, ma è stato poi arrestato dai Carabinieri, in esecuzione di un mandato di arresto europeo per un altro tentato omicidio, avvenuto a gennaio 2026 in via De Rolandis, zona universitaria di Bologna. Al 29enne è stata ora notificata, nel carcere di Bologna dove si trovava già detenuto per l’episodio di gennaio, la misura cautelare anche per l’aggressione in Montagnola. Quel pomeriggio i due fratelli, dopo una rissa con un altro gruppo, recuperarono il machete e la spranga, nascosti nel parco, con l’intenzione di tornare a scontrarsi con i rivali, ma non trovandoli finirono per colpire tre giovani del tutto estranei alla vicenda, due senegalesi e un gambiano che si trovavano lì per caso e che riportarono ferite guaribili in 15, 35 e 46 giorni.