Sant'elena (PD)

Finta rapina a Sant’Elena, truffatore fermato sul treno

La vittima aveva consegnato gioielli e denaro a un falso militare: il bottino è stato recuperato a Rovigo.

Un raggiro con la tecnica della finta rapina è stato sventato grazie all’intervento dei carabinieri e della Polizia Ferroviaria. Il fatto è avvenuto nella giornata di sabato 10 ottobre 2026 a Sant’Elena, nella bassa Padovana, dove una coppia di anziani è stata contattata da un uomo che si è spacciato per un militare dell’Arma.

La telefonata è arrivata all’ora di pranzo. Il falso carabiniere ha riferito che nel Rodigino era stata compiuta una rapina utilizzando un’auto con la targa intestata all’anziano capofamiglia, di 81 anni. Per rendere credibile la storia e impedire ai familiari di comunicare tra loro, il truffatore ha trattenuto a lungo al telefono diverse persone, dimostrando di conoscere nomi dei parenti e dati dei veicoli.

La consegna di denaro e gioielli

L’uomo ha quindi invitato l’anziano a recarsi al comando dei carabinieri di Rovigo per chiarire la propria posizione. In realtà, l’obiettivo era fare in modo che la moglie restasse sola in casa. Il piano non è riuscito del tutto: l’uomo è rimasto con la coniuge, di 78 anni, mentre la figlia e il genero si sono messi in viaggio verso Rovigo.

Poco dopo è arrivata una seconda telefonata. La donna, convinta di parlare con un appartenente alle forze dell’ordine, ha raccolto contanti e preziosi da consegnare a un presunto collega in borghese. Un giovane, descritto come distinto e di apparenti origini nordafricane, ha raggiunto l’abitazione a bordo di un taxi e ha ritirato il materiale, allontanandosi subito dopo con la refurtiva.

Il fermo alla stazione di Rovigo

Durante il tragitto verso il comando, i familiari della coppia hanno notato una pattuglia dell’Arma e si sono fermati per chiedere chiarimenti. I militari hanno così attivato la centrale operativa della Compagnia di Este, coordinata dal tenente colonnello Vito Franchini, avviando le ricerche del responsabile.

Grazie alle informazioni raccolte, i carabinieri hanno accertato che il giovane era salito su un treno regionale diretto a Bologna. Alla stazione di Rovigo, intorno alle 15.30, la Polizia Ferroviaria, allertata tempestivamente, lo ha fermato pochi minuti dopo la partenza.

Il giovane, un 24enne di origini tunisine domiciliato nel Cosentino, è stato perquisito e trovato in possesso dell’intero bottino. I preziosi e il denaro sono stati recuperati e successivamente restituiti alla donna, che ha ringraziato i militari per l’intervento. Per il 24enne è scattata la denuncia per truffa pluriaggravata in concorso con i complici rimasti al telefono.

L’Arma ha ricordato che nessun appartenente alle forze dell’ordine è autorizzato a chiedere denaro o oggetti preziosi nelle abitazioni private. In caso di telefonate sospette è necessario non consegnare nulla, non aprire la porta a persone non verificate e contattare immediatamente il 112.