Reggio Emilia si prepara ad accogliere, dal 12 al 16 ottobre, i 25 insegnanti ed educatori provenienti da Israele, inseriti nel soggiorno di studio pedagogico organizzato da Reggio Children. La delegazione statunitense, inizialmente attesa nello stesso percorso, ha invece deciso di rinviare la visita dopo aver seguito a distanza il confronto sviluppatosi negli ultimi giorni in città.
Il programma era previsto dall’11 al 16 ottobre e ha suscitato un dibattito sull’opportunità di coinvolgere docenti appartenenti a scuole ebraiche. A sollevare perplessità era stato l’attivista Cosimo Pederzoli, secondo il quale alcuni istituti di provenienza degli insegnanti avrebbero sostenuto iniziative a favore di unità militari dell’esercito israeliano. La posizione ha raccolto il sostegno di un gruppo di genitori e ha portato la Cgil a chiedere a Reggio Children l’annullamento della visita.
Il confronto in città
La discussione ha coinvolto anche la politica locale. Alla posizione della Camera del lavoro si sono affiancati alcuni partiti della maggioranza cittadina, tra cui Movimento 5 Stelle e Avs. Le istituzioni locali e regionali e il Partito democratico hanno invece sottolineato la necessità di distinguere tra la responsabilità dei singoli cittadini e quella degli Stati e dei governi, con riferimento alle politiche del governo israeliano nella Striscia di Gaza.
La protesta è culminata in una manifestazione davanti al Centro Malaguzzi, mentre era in corso la Consulta per l’infanzia. In quella sede l’Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia e Reggio Children hanno presentato il documento Per una educazione democratica e partecipata, dedicato ai valori del Reggio Emilia Approach: apertura delle scuole, accoglienza e opposizione alla militarizzazione. Il testo dovrà essere sottoscritto da chi prenderà parte alle attività, come dichiarazione di condivisione dei principi indicati.
Reggio Children aveva inoltre comunicato che i partecipanti avrebbero dovuto esprimere la propria distanza dalle politiche del governo israeliano. Gli educatori israeliani, che partecipano a titolo individuale, hanno confermato la loro presenza, mentre la delegazione americana ha scelto il rinvio. L’organizzazione ha accolto la decisione con rispetto, precisando che il dialogo proseguirà quando le condizioni lo consentiranno e che il confronto resta parte integrante del percorso.