Firenze (FI)

Corteo a Firenze, dieci denunce per i binari occupati

Perquisizioni tra capoluogo e provincia dopo i disordini alla stazione

Sono dieci le persone denunciate a Firenze per interruzione di pubblico servizio dopo la manifestazione non autorizzata di sabato 24, conclusa con l’occupazione dei binari della tramvia nella zona della stazione di Santa Maria Novella. Le identificazioni sono state effettuate dalla Digos nell’ambito di un’indagine avviata dopo i disordini.

I manifestanti avevano invaso i binari dopo le 20, bloccando le linee T1 e T2 del trasporto pubblico. Gli investigatori li hanno individuati attraverso l’analisi di filmati realizzati durante la manifestazione e delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area della stazione.

La protesta era nata sulla scia degli annunci diffusi sui social dal Movimento 17 ottobre, in relazione alle mobilitazioni seguite ai disordini registrati a Milano. Prima dell’occupazione dei binari, i partecipanti erano stati respinti da un cordone delle forze dell’ordine in via Tornabuoni. Alcuni negozi della strada avevano protetto le vetrine con pannelli di compensato.

Tafferugli e lancio di oggetti

Nel tentativo di superare il cordone degli agenti in assetto antisommossa si erano verificati tafferugli, con il lancio di petardi e bottiglie. La tensione era salita fino all’occupazione dei binari, che aveva provocato il blocco del servizio tramviario. La manifestazione spontanea era stata annunciata attraverso Instagram e Telegram.

Gli stessi annunci social avevano preceduto il fermo di Youssef Siher, ricercatore trentenne nato a Brescia e di origine marocchina, indicato nel testo come una delle figure di riferimento del movimento. Il giovane era stato scarcerato dal giudice per le indagini preliminari, una decisione che aveva suscitato polemiche.

Perquisizioni tra Firenze e provincia

Nell’ambito degli accertamenti sul Movimento 17/10, la Digos ha eseguito tre perquisizioni tra Firenze e provincia nei confronti di altrettanti cittadini italiani maggiorenni. L’attività rientra in un’operazione nazionale che ha interessato 23 città e portato complessivamente a 60 perquisizioni.

L’obiettivo degli investigatori è individuare le persone sospettate di aver diffuso, attraverso chat e social network, messaggi di incitamento alla violenza durante le manifestazioni. Gli accertamenti puntano inoltre a ricostruire la partecipazione ai disordini delle settimane precedenti, l’eventuale diffusione online di immagini con oggetti atti a offendere e il ruolo dei promotori delle nuove mobilitazioni, comprese quelle annunciate per il 31 ottobre.

Durante le perquisizioni sono stati trovati oggetti contundenti, abiti e accessori per mascherarsi, oltre a telefoni cellulari ora sottoposti all’esame degli investigatori. Gli accertamenti dovranno chiarire il possibile collegamento tra il materiale sequestrato, i messaggi diffusi online e gli episodi avvenuti durante le manifestazioni.

L’attenzione delle forze dell’ordine resta alta proprio per il rischio di nuove iniziative non autorizzate. In occasione della festa di Halloween, il centro di Firenze è stato presidiato con un dispositivo rafforzato: controlli e pattugliamenti hanno interessato le principali piazze e strade per prevenire eventuali cortei spontanei. Le verifiche, fanno sapere gli investigatori, proseguiranno.