Toscana

Controlli sui luoghi di culto, il richiamo del Prefetto

Verifiche sugli immobili segnalati: Comune e forze dell’ordine dovranno accertare il rispetto delle destinazioni autorizzate.

Si è svolta ieri mattina, nella sede della Prefettura di Livorno, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al centro dell’incontro l’utilizzo di alcuni immobili formalmente destinati ad attività associative, culturali, commerciali o artigianali, ma che, secondo le segnalazioni ricevute, potrebbero essere impiegati in modo stabile o prevalente come luoghi di culto.

La riunione è stata convocata per fare chiarezza sulla destinazione effettiva dei locali e verificare se le attività svolte al loro interno siano compatibili con gli usi autorizzati. Il tema riguarda in particolare la possibilità che negli spazi si tengano celebrazioni organizzate o momenti di preghiera collettiva propri di un luogo di culto, pur in presenza di una diversa destinazione formale.

Le verifiche sugli immobili

Il prefetto Giancarlo Dionisi ha chiesto che alle preoccupazioni espresse dai cittadini venga data una risposta documentata e priva di ambiguità. Gli accertamenti dovranno stabilire se i locali interessati siano utilizzati nel rispetto della destinazione d’uso assentita oppure se vi si svolgano, con carattere stabile e organizzato, attività riconducibili a un luogo di culto.

Nel caso in cui emergano irregolarità, il Comune valuterà i provvedimenti da adottare nell’ambito delle proprie competenze. Il prefetto ha ricondotto la questione innanzitutto al rispetto della legalità amministrativa, urbanistica ed edilizia, sottolineando però che da eventuali violazioni possono derivare anche profili rilevanti per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Libertà religiosa e rispetto delle regole

Le forze di polizia continueranno a monitorare la situazione e a verificare ogni elemento che rientri nelle rispettive attribuzioni. L’attività di controllo è quindi finalizzata a definire l’uso effettivo degli immobili e a individuare eventuali inosservanze, senza mettere in discussione il diritto alla libertà di culto.

Il prefetto Dionisi ha ribadito che tale libertà deve essere garantita senza discriminazioni, ma esercitata in luoghi regolari e sicuri. Il principio, ha osservato, vale per moschee, chiese, templi di qualsiasi confessione e per ogni altro spazio destinato alla partecipazione collettiva. L’obiettivo indicato al termine della riunione è assicurare il rispetto delle norme sulla destinazione d’uso e sulla sicurezza delle persone, evitando aree sottratte ai controlli previsti dalla legge.